Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha concesso la grazia a un uomo che era stato condannato a cinque mesi di carcere per aver coltivato alcune piante di cannabis a scopo di consumo terapeutico. Il presidente Mattarella ha riconosciuto che dietro la coltivazione allestita dal condannato, un uomo di 63 anni di Trento, vi erano solo ragioni di salute.

L’ufficialità della grazia è arrivata ieri, comunicata direttamente dall’avvocato dell’imputato, Fabio Valcanover. L’uomo graziato da Mattarella è malato di epatite cronica e sieropositivo. La sua condanna, che era stata confermata anche dalla Cassazione, aveva lasciato sconcertati. Il malato infatti era in possesso di regolare ricetta medica per l’uso di cannabis, ma a causa delle difficoltà riscontrate nell’approvvigionamento in farmacia, aveva messo a coltivazione due piante per non rischiare di rimanere senza cure.

«Bravo presidente, ha riconosciuto che si è trattato solo e soltanto di ragioni di salute», ha commentato l’avvocato Fabio Valcanover, che è anche un militante del Partito Radicale. La grazia è da considerarsi immediatamente esecutiva ed annulla del tutto la sentenza di condanna, che era stata di cinque mesi e dieci giorni di carcere e di 800 euro di multa.

Ovviamente la decisione del capo dello stato non inciderà in alcun modo sugli altri processi in corso o su altre condanne comminate in casi analoghi a questo. Si tratta di una decisione che incide solo sul singolo caso, senza comportare alcuna modifica alle leggi vigenti, secondo le quali la coltivazione di cannabis rimane un reato. Di seguito il documento di grazia, privato di alcuni dati sensibili, così come diffuso dall’avvocato Valvanover.

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