Nello stato dello Andhra Pradesh, in India, sta nascendo il più grande impianto ibrido del mondo.
Per raggiungere l’obiettivo fissato per il 2022 del governo indiano, ovvero arrivare a fornire 10 GW di energia da fonte solare e 8 GW dal vento, il mega impianto eolico-solare sarà dotato anche di un sistema di batterie.

Progettato per generare fino a 160 MW di potenza in totale, suddivisi in modo non paritario tra solare ed eolico, rispettivamente 120 MW per il primo e 40 MW dal vento, sarà supportato da batterie per 40 MWh.

Immagazzinare l’energia e mantenerne costante la presenza in rete è certamente un fattore determinante, tanto quanto l’imponenza del progetto stesso. Nel distretto di Anantapur 400 ettari sono destinati a questa opera che costerà 155 milioni di dollari e una volta ultimata entrerà a pieno titolo come il più grande impianto ibrido al mondo.

Sarà per questo, o grazie a questo, ma tra gli investitori troviamo anche la Banca Mondiale, che come aveva annunciato i mesi scorsi, si dedicherà a finanziare l’alternativa rispetto a progetti direttamente collegati alla ricerca di combustibili fossili. Il supporto della Banca Mondiale sarà relativo ad un prestito agevolato per la realizzazione del sistema di backup dell’energia, sistema che rende l’intero progetto più affidabile e interessante.

A livello territoriale sarà sicuramente impattante, e rimarrebbe da verificare come siano stati recuperati questi mille acri di terreno. Compiere delle scelte mette nella condizione di scendere a compromessi, o almeno dovrebbe essere così, perché rimane utopico pensare alla migliore scelta possibile per tutti e se si parla di etica dobbiamo farlo a tutto tondo.

 

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