Anche le sigarette elettroniche diventano monopolio di stato, mentre i rivenditori attuali sono garantiti solo fino al marzo 2018 e poi potrebbero vedersi togliere le licenze. È quanto stabilito da un emendamento approvato dalla Commissione Bilancio del Senato nell’ambito della manovra economica.

L’emendamento stabilisce che l’intero settore della vendita delle ricariche per le sigarette elettroniche, incluse quelle che non contengono nicotina, passi sotto il controllo e la regolamentazione del Monopoli di Stato. Ogni ricarica da 10ml deve essere tassata di 5 euro (il prezzo è quindi destinato a raddoppiare al dettaglio) e i rivenditori devono essere autorizzati. Viene inoltre vietata la vendita via internet di ricariche per lo “svapo” di ogni tipo.

Nell’immediato i rivenditori attuali di e-cig sono autorizzati a continuare l’attività, ma solamente fino a marzo 2018, quando verranno stabilite nuove norme, che potrebbero – è l’allarme lanciato dai rivenditori – dichiarare illegittimi gli attuali negozi per lasciare la licenza di vendita solo ai tabaccai.

L’emendamento, firmato dalla senatrice Simona Vicari (Alleanza Popolare, ovvero il partito di Angelino Alfano) e approvato dalla maggioranza di governo, mira a portare nelle casse dello stato 9,5 milioni di euro per il 2018, ma rischia di mettere in ginocchio un intero settore.

Con la tassa a 5 euro per ricarica consumare e-cig rischia di diventare più costoso del consumo di normali sigarette. Mentre un intero settore di centinaia di rivenditori, spesso formato da giovani che si sono inventati un lavoro in questo settore in espansione, potrebbe scomparire creando nuovi disoccupati. Il tutto per pochi milioni di euro in tasse, e dando l’impressione di voler più che altro fare un regalo alle multinazionali del tabacco, che stanno vedendosi erodere quote di mercato dalle nuove sigarette elettroniche.

Quella di un favore alle lobbies è un’ipotesi concreta, anche analizzando l’imbarazzante curriculum della senatrice Vicari. Proprio lei, infatti, a maggio scorso fu costretta a dimettersi dall’incarico di Sottosegretario alle infrastrutture in seguito ad un avviso di garanzia per il sospetto di aver presentato un emendamento che abbassava dal 10 al 4% l’Iva sui trasporti marittimi in cambio di due orologi di pregio.

Da notare come l’Italia con questa decisione stia andando anche in direzione opposta a quella intrapresa da altri paesi europei. In Inghilterra, ad esempio, si stanno studiando misure per favorire il passaggio dei tabagisti al consumo di e-cig, visto che le ricerche scientifiche lo considerano un eccellente mezzo per la riduzione del danno e la diminuzione del tabagismo.

La partita, se il Senato dovesse approvare il testo normativo in via definitiva, passerebbe nelle prossime settimane alla Camera dei Deputati. Mentre le associazioni di categoria annunciano battaglia.

 

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