Il Messico si avvicina alla legalizzazione della cannabis, anche se al momento nessuno dei politici più in vista del paese la sostiene apertamente ed il governo si è detto contrario. Una situazione paradossale resa possibile dall’ordinamento politico dello stato americano, che concede alla Corte Suprema la possibilità di cambiare le leggi.

A spingere per la legalizzazione sono infatti i giudici della massima corte del paese, i quali in una sentenza di ieri hanno dato ragione a un cittadino che aveva presentato ricorso chiedendo ai giudici il permesso di coltivare e consumare cannabis autoprodotta usando come motivazione il fatto che la proibizione viola il “diritto al libero sviluppo della personalità”, sancito sia dalla costituzione messicana che dalla Dichiarazione dei diritti dell’uomo.

Il cittadino in questione, di nome Ulrich Richter, da oggi potrà quindi coltivare e consumare cannabis a scopi ricreativi, ma ovviamente non potrà venderla. La sentenza della Corte riguarda solo Ulrich e nessun altro cittadino, di fatto da oggi la cannabis in Messico sarà legale solo per lui, oltre che per altre 4 persone che avevano vinto una causa analoga due anni fa.

Ma, come dicevamo, grazie al particolare ordinamento messicano la Corte Suprema potrebbe spingersi fino all’approvazione diretta della legalizzazione, senza dover avere nessun consenso da parte del governo o del parlamento. Secondo la costituzione dello stato, infatti, se la Corte Suprema si esprime 5 volte contro una legge questa viene dichiarata aumaticamente incostituzionale e quindi decade. Insomma, bastano altre tre sentenze analoghe e si aprirà un processo per l’incostituzionalita’ della proibizione della marijuana, che porterebbe alla sua legalizzazione totale.

Non è ipotesi peregrina, anzi, nel 2015 proprio in questo modo il Messico ha legalizzato i matrimoni tra persone dello stesso sesso. La Corte Suprema ha riconosciuto in 5 diversi procedimenti che le leggi che limitavano il matrimonio alle coppie eterosessuali erano discriminatorie e incostituzionali, e quindi i matrimoni gay sono diventati automaticamente legali. Succederà anche con la cannabis?

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