L'imperatore non è vestito

di Jack Herer

 

 

Capitolo Sei

 

Il Corpus della Letteratura Medica sulla Cannabis Terapeutica

 

La nostra fonte qui è il ‘Corpus Letterario’, a partire dall'antica materia medicae: la farmacopea Cinese e Hindu, le tavolette in cuneiforme del Medio Oriente, e via leggendo fino a questo secolo, compreso il rinascimento della ricerca sulla canapa negli USA del 1966-76, per qualcosa come 10.000 diversi studi svolti su applicazioni ed effetti terapeutici della canapa.


Compendi esaurienti di queste opere sono la fonte primaria di questo capitolo medico, così come le interviste ad alcuni ricercatori.

Una Fonte Vegetale di Benessere Economica e Sempre Disponibile

 

Per più di 3500 anni la cannabis/canapa/marijuana è stata la pianta medicamentosa più usata, o una delle più usate in assoluto, in Paesi come: Cina, India, Medio ed Estremo Oriente, Africa, e nell' Europa pre-Romano-Cattolica (prima del 476 A.D.).

Il Dr. Raphael Mechoulam, NORML, High Times e Omni (Settembre 1982) affermano che se la marijuana fosse legale rimpiazzerebbe immediatamente il 10-20% di tutti i farmaci su ricetta medica (su ricerche svolte nel 1976). E probabilmente, ha calcolato Mechoulam, il 40-50% di tutti i farmaci, inclusi quelli brevettati, potrebbero contenere qualche estratto di cannabis, quando tutte le sue proprietà fossero note.

(Esiti della ricerca del Governo U.S. descritti da Cohen & Stillman, in Therapeutic Potential of Marijuana, 1976; Roger Roffman, Marijuana as Medicine, 1980; Tod Mikuriya, M.D., Marijuana Medical Papers, 1972; Dr. Norman Zinberg; Dr. Andrew Weil; Dr. Lester Grinspoon; i rapporti dello U.S. Government’s Presidential Commission [Commissione Shafer] dal 1969 al 1972; Dr. Raphael Mechoulam, Tel Aviv/ Jerusalem Univ., 1964-97; monografia di W.B. O’Shaugnessy, 1839; Jamaican studies I & II, 1968-74; Costa Rican studies del 1982; U.S. Coptic studies, 1981; Ungerlieder; U.S. military studies 1950-60)

 

Superstar del XIX Secolo

 

La marijuana fu l' analgesico numero uno in America per 60 anni, prima della riscoperta dell' aspirina attorno al 1900. Dal 1842 al 1900, dalla cannabis si otteneva quasi la metà di tutte le medicine vendute, virtualmente senza per nulla temere la sua ebbrezza, o sballo (high, N.d.t.)

 

Il rapporto del 1839 sull'uso della cannabis del Dr. W.B. O’Shaugnessy, uno dei più rispettati membri della Royal Academy of Science, fu importante alla metà del XIX Secolo quanto la scoperta degli antibiotici (come penicillina e terramicina) lo furono alla metà del XX.

 

Il Committee on Cannabis Indica for the Ohio State Medical Society (Comitato per la Cannabis Indica della Associazione Medica dell'Ohio) concluse che “Preminenti studiosi della Bibbia” ritengono “che il fiele e l'aceto, o vino di mirra, offerto al nostro Salvatore dopo la crocefissione fosse, con ogni probabilità, una preparazione di canapa indiana.”

 

(Trascrizioni del 15mo incontro annuale dell' Ohio State Medical Society 12-14 Giugno 1860, pagg. 75-100.)

 

Dal 1850 al 1937, la Farmacopea Statunitense elencava la cannabis come terapia principale di oltre 100 diverse malattie o disturbi di sorta.

 

In tutto questo periodo (da prima del 1000 a.C. al decennio 1940 d.C.), studiosi, dottori e case farmaceutiche (Eli Lilly, Parke-Davis, Squibb, etc.) non avevano idea di quale fosse il principio attivo della cannabis, fino a che il Dr. Mechoulam scoprì il THC nel 1964.

 

Ricerche nel XX e XXI Secolo

 

Come accennato nel cap. precedente, la American Medical Association (AMA) e le case farmaceutiche deposero contro il decreto per la tassazione della Marijuana del '37, poiché la cannabis era conosciuta per il suo grande potenziale terapeutico, e non aveva mai causata nessuna forma grave di dipendenza, o morte per overdose.

 

Essi ritenevano possibile che una volta isolato il principio attivo della cannabis (come il THC Delta-9) e stabiliti i suoi dosaggi corretti, sarebbe diventato una medicina miracolosa.

 

Sarebbero trascorsi ventinove anni, prima che gli studiosi Americani potessero iniziare a considerare nuovamente la cannabis terapeutica.

 

Il THC Delta-9 fu isolato dal Dr. Raphael Mechoulam della Università di Tel Aviv nel 1964. Il suo lavoro si basava su quello svolto dal Professor Taylor di Princeton, che aveva condotte le ricerche per identificare i precursori del THC Delta-9 negli anni '30. Anche Kahn, Adams e Loewe lavorarono alla ricerca del principio attivo della cannabis nel 1944.

 

Dal 1964, più di 400 diversi composti chimici sono stati isolati dalla cannabis su oltre cento sospetti. Almeno 60 di questi sono terapeutici. Negli USA fu proibito questo tipo di ricerca, attraverso l'autorità burocratica di Harry Anslinger, fino al 1962, quando egli fu costretto al pensionamento. (Omni, Sett. 1982.)

 

Consensi Crescenti

 

Nel 1966, milioni di giovani Americani avevano iniziato a usare la marijuana. I genitori preoccupati e il governo, volendo conoscere i pericoli a cui erano esposti i loro figli, iniziarono a finanziare decine e poi centinaia di studi medici sulla marijuana.

 

Trincerati nelle menti delle vecchie generazioni c'erano 30 anni delle spaventose storie di omicidi, atrocità, stupri, e pacifismo zombie di Anslinger e Hearst.

 

Le ricerche patrocinate dal governo federale iniziarono a tranquillizzare gli Americani impauriti dalla violenza o dal pacifismo zombie, e centinaia di nuovi studi suggerirono che nascosto nella chimica della canapa si trovasse un principio di incredibile potere terapeutico. Il governo finanziò molti altri esperimenti.

 

Ben presto legioni di studiosi Americani ebbero riscontri positivi nell'uso della cannabis contro asma, glaucoma, nausea da chemioterapia, anoressia, tumore ed epilessia, e come antibiotico per uso generale. Studi cumulativi evidenziarono i risultati favorevoli in casi di morbo di Alzheimer, anemia falciante, morbo di Parkinson, anoressia, sclerosi multipla e distrofia muscolare, e migliaia di episodi anedottici che si meritarono tutti ulteriori studi clinici.

 

Fino al 1976, effetti positivi e nuove indicazioni terapeutiche della cannabis giunsero quasi settimanalmente alle pubblicazioni mediche e alla stampa nazionale.

 

Una Conferenza Nazionale Elogia il Potenziale
Terapeutico della Cannabis

 

Nel Novembre 1975, quasi tutti i maggiori studiosi che avevano compiute ricerche sulla marijuana si incontrarono all'Asilomar Conference Center di Pacific Grove, California. I seminari furono patrocinati dal National Institute on Drug Abuse (NIDA) volti ad un compendio delle ricerche svolte, dalle primissime alle più recenti.

 

Quando i seminari furono al termine, praticamente tutti gli studiosi concordarono che il governo federale, con la prova bruciante del potenziale terapeutico della marijuana, si sarebbe affrettato a investire i soldi delle tasse in nuove richerche.

 

Ritenevano che i contribuenti dovessero sapere che esisteva ogni legittimo motivo nel campo della sanità pubblica di continuare gli studi sulla cannabis terapeutica, su larga scala. Sembra che tutti i partecipanti la pensassero così. Molti di loro (come Mechoulam) credevano che la cannabis sarebbe diventata il farmaco principe entro la metà degli anni '80. Nel Marzo 1997 Mechoulam, in una conferenza alla Bio-Fach di Francoforte, affermò che la cannabis era la miglior medicina del mondo. Nel 2006 Mechoulam iniziò a usare la cannabis in casi di Post Traumatic Stress Disorder (PTSD)

 

Vietati gli Studi sulla Marijuana

 

Nel 1976, così come poi successe per le ricerche multi-disciplinari della seconda, terza, e quarta generazione, (V. Therapeutic Potential of Marijuana e NORML federal files), una decisione a ”sorpresa” del governo USA proibì tutte le ricerche federali sugli effetti terapeutici della marijuana.

 

Questa volta il divieto entrò in vigore quando l'industria farmaceutica Americana presentò con successo una petizione al governo federale, che avrebbe permesso loro di finanziare e sovrintendere il 100% delle ricerche.

 

Nei 10 anni precedenti si erano conosciute le enormi promesse dell'uso terapeutico della cannabis, e questo tremendo potenziale fu tranquillamente rigirato nelle mani dell'industria, non certo per il bene del pubblico, ma per sopprimere l'informazione medica.

 

Questo piano, della petizione delle case farmaceutiche, avrebbe permesso alle compagnie private di tirare fuori dalle molecole della cannabis prodotti sintetici brevettabili, senza spese per il governo federale, e con la promessa di "niente sballo".

 

Nel 1976, l'Amministrazione Ford, la NIDA e la DEA dichiararono che nessuno studio indipendente (leggi: universitario) o programma sanitario federale allo scopo di investigare i derivati naturali della cannabis in ambito medico sarebbe stato permesso. Questo accordo fu fatto senza alcuna misura di protezione che garantisse l'integrità delle case farmaceutiche; alle quali era concesso di regolarsi da sé.

 

Le compagnie farmaceutiche private potevano svolgere ricerche "senza sballo", ma basate esclusivamente sul THC Delta-9, e non sugli altri 400 isomeri potenzialmente terapeutici della cannabis.

 

Le loro ricerche rivelarono positive indicazioni della cannabis contro asma, glaucoma, nausea da chemioterapia, anoressia, tumori, e come antibiotico generale; epilessia, morbo di Parkinson, sclerosi multipla, distrofia muscolare, emicrania, etc.—

 

Perché le case farmaceutiche americane cospirarono contro le ricerche sulla marijuana?
Perché dalle ricerche del governo (1966-1976) era risultato, attraverso centinaia di studi che anche la cannabis “naturale”, non lavorata, era il famaco “migliore e il più indicato” per molti seri problemi di salute.

 

1988: un Giudice della DEA Afferma che
la Cannabis ha Virtù Medicinali

 

Proprio il conservatore giudice amministrativo della DEA Francis Young, dopo aver ascoltato deposizioni di medici per 15 giorni, e avere letti centinaia di documenti del DEA e del NIDA prese posizione contro le testimonianze degli attivisti riformisti anti-cannabis, dichiarando nel Settembre 1988 che “la marijuana è una delle sostanze terapeuticamente attive più sicure conosciute dall'uomo.”

 

Ma a dispetto della preponderanza di prove a favore, l'allora direttore della DEA John Lawn ordinò il 30 Dicembre 1989 che la cannabis restasse elencata nella Tabella I dei narcotici - non avente usi medici conosciuti. Il suo successore, Robert Bonner, che fu nominato da Bush (Sr.) e mantenuto in quell'ufficio da Clinton, fu ancor più draconiano nel suo approccio con la canapa/marijuana come medicamento. Gli amministratori della DEA sotto Bush Sr., Clinton e Bush Jr. hanno tutte sostenuto politiche ben peggiori di quella di Bonner.

 

Dunque... Se tutto questo è risaputo dal 1975, che cosa sta aspettando il nostro governo?

 

2007: un Giudice della DEA si Dichiara Contrario
al Monopolio Governativo dell'Erba

 

Washington, DC: il 12 Febbraio 2007 il giudice amministrativo della Drug Enforcement Administration (DEA) Mary Ellen Bittner dichiara che la produzione privata di cannabis a scopo di ricerca è "nel pubblico interesse." Afferma inoltre che la DEA, nel 2004, ha inappropriatamente respinta una richiesta della University of Massachusetts (UMass) di Amherst per utilizzare cannabis in una ricerca approvata dal FDA.

 

In Difesa del Profitti delle Case Farmaceutiche

 

NORML, High Times e Omni (Settembre 1982) riportano che Eli Lilly, gli Abbott Laboratories, Pfizer, Smith, Kline & French, e molti altri perderebbero centinaia di milioni, se non miliardi di dollari all' anno, e le loro perdite sarebbero anche più gravi nei paesi del Terzo Mondo, se la canapa fosse legale negli USA.*

*Ricordiamo che nel 1976, l'ultimo anno della Amministrazione Ford, queste fabbriche di medicinali con la loro pressione (specificamente, con un intenso lobbying) riuscirono a far cessare tutte le ricerche sulla marijuana medicale. La situazione è la medesima nel 2007.

 

La Volpe nel Pollaio della Cooperativa Sanitaria

 

Le case farmaceutiche fecero loro il campo delle ricerche, e finanziarono quelle per la sintesi di THC, CBD, CBN, etc., certificando che fosse "niente sballo" prima di immettere un prodotto sul mercato.
La Eli Lilly tirò fuori il Nabilone e più tardi il Marinol, cugini sintetici di secondo grado del THC Delta 9, e promise nuovi grandi risultati al governo.

 

Omni, nel 1982 affermava dopo nove anni il Nabilone era ancora considerato inutile, se comparato con delle mere infiorescenze di cannabis coltivata in casa, ricca di THC; e il Marinol aveva l'effetto della marijuana solo nel 13% dei pazienti.

 

Molti consumatori di marijuana concordano, e non apprezzano gli effetti del Nabilone o del Marinol. Perché? Perché dovremmo essere tre o quattro volte più fatti (high) di Marinol, per ottenere gli stessi benefici dell'esserci fumati una buona cima di cannabis.

 

Omni riportava nell'82 (ed è ancora vero nel 2007) che dopo dieci milioni di dollari e nove anni di ricerche sull'uso terapeutico dei prodotti di sintesi della marijuana “queste industrie non hanno avuto alcun successo,” anche se la semplice, grezza cannabis organica è un “medicinale superiore” che funziona naturalmente benissimo contro infinite diverse malattie.

 

Omni invitava le case farmaceutiche a indire una petizione governativa per legalizzare la messa in vendita di “estratti grezzi” nell'interesse della salute pubblica. Ad oggi, il governo e le aziende interessate non hanno risposto. O meglio, lo hanno fatto, ignorando l'invito. In ogni caso, le amministrazioni di Reagan, Bush e Clinton si sono categoricamente rifiutate di concedere la ripresa di veri studi (universitari) sulla cannabis, se non quelli per la produzione di farmaci sintetici.

 

Omni suggeriva, in accordo con NORML e High Times, che il motivo per cui le case farmaceutiche e Reagan, Bush Sr., Clinton e Bush Jr. hanno voluto mantenere nella legalità soltanto il THC sintetico è che la semplice estrazione delle centinaia di principi attivi dalla cannabis pura può essere apprezzata da chiunque, senza il brevetto di nessuna azienda che ottenga profitto da una manna-dal-cielo.

 

Minare la Concorrenza della Medicina Naturale

 

La Eli Lilly, la Pfizer e altre industrie rischiavano di perdere almeno un terzo del loro vantaggiosissimo monopolio, ottenuto con il brevetto di farmaci come Darvon, Tuinal, Seconal e Prozac (così come molti medicamenti brevettati che vanno dalla crema per i muscoli alla pomata per le scottature, e migliaia di altri) a causa di una pianta che chiunque può coltivare: la cannabis.

 

Non è curioso che le case farmaceutiche e le associazioni di farmacisti* forniscano quasi la metà dei fondi delle 4.000 organizzazioni del tipo “Families Against Marijuana” (Famiglie contro la M.) in America? L'altra metà proviene dalla Action (agenzia federale VISTA) e dalle grandi industrie del tabacco, come la Philip Morris, e produttori di alcolici e birra come la Anheuser Busch, la Coors, etc., oppure passano per “servizio pubblico” degli sponsor che rappresentano le organizzazioni.

 

*Pharmacists against Drug Abuse, etc. V. appendice.

 

Avvelenamento del Terzo Mondo

 

Il principale quotidiano della Colombia, il Periodical el Tiempo di Bogotà, riportava nel 1983 che queste stesse case farmaceutiche Americane delle crociate anti-marijuana sono colpevoli di una pratica conosciuta come “product dumping”, con la quale essi “vendono sul mercato di Colombia, Messico, Panama, Cile, Salvador, Honduras e Nicaragua, più di 150 farmaci da banco (senza ricetta) illegali e pericolosi.” Questo articolo non è mai stato smentito dal governo USA o dalle case farmaceutiche, e la cosa continua nel 2007.

 

La vendita di alcuni di questi farmaci è stata proibita negli USA dalla FDA o dalle agenzie equivalenti in Europa, perché sono noti come causa di malnutrizione, deformità e cancro. Ma vengono venduti ancora senza ricetta agli ignari consumatori stranieri!

 

La World Health Organization (Organizzazione Sanitaria Mondiale) sostiene che la storia è vera, e stima prudentemente che: qualcosa come 500.000 persone finiscono intossicate ogni anno nel Terzo Mondo da prodotti (farmaci, pesticidi, etc.) che vengono venduti dalle industrie Statunitensi, ma sono proibiti negli Stati Uniti.*

 

*Rivista Mother Jones, 1979, “Unbroken Circle” - Giugno 1989; The Progressive, Aprile, 1991; etc.

 

Distruzione di Documenti Pubblici

 

Circa 10.000 studi sono stati condotti sulla cannabis, di cui 4.000 negli U.S.A., e soltanto una dozzina ha portato a qualche risultato negativo, che non si è più verificato in seguito. L'Amministrazione di Reagan e Bush tirò fuori un' “antenna”, nel Settembre del 1983, per ottenere la distruzione di tutti i lavori di ricerca svolti da università e scienziati, compresi i compendi nelle biblioteche.

 

Scienziati e dottori ridicolizzarono talmente questa impareggiabile strategia censoria che il piano fu abbandonato... Per il momento.

 

Sappiamo comunque che da allora una quantità di informazioni sono sparite nel nulla, compresa la copia originale del film pro-marijuana "Hemp for Victory", di proprietà dello USDA. Ancora peggio, anche la minima traccia di questo film è stata rimossa dagli archivi ufficiali fino al 1958, mentre dovrebbe essere scrupolosamente reintegrato come parte del nostro archivio nazionale. Molte copie d'archivio del Bollettino USDA 404 sono scomparse. E quanti altri documenti storici inestimabili saranno già andati perduti?

 

Alla fine del 1995 e agli inizi del 1996, Dennis Peron, fondatore del Cannabis Buyers’ Club di San Francisco, diede agli elettori Californiani la Proposta 215, una iniziativa statale per legalizzare la cannabis medicale. L'iniziativa raccolse 750.000 firme, portò la California al voto e passò con un 56% nel Novembre del 1996. Oggi, nel 2007, centinaia di migliaia di Californiani coltivano marijuana medicale, legalmente. Il governo federale, in aperta opposizione con il volere popolare, ha trovato il modo di perseguitare del 600 e più circoli di consumatori e coltivatori fino a farne chiudere molti, compreso quello di Peron.

 

E' interessante notare che nel 1996, in California, molti più elettori votarono per la marijuana medicale che non per Clinton.

 

Nell'Agosto 1997, dopo quasi un anno dalla Proposta 215, un sondaggio del Los Angeles Times rivelò che più del 67% dei Californiani avrebbe votato a favore, con un incremento dell' 11% rispetto alla votazione.

 

Nel Febbraio 2007, un sondaggio di Lou Dobbs sulla CNN mostrò che il 79% degli Americani crede che la marijuana dovrebbe essere legalizzata. (con 20.146 voti)

 

Ad un simile sondaggio della MSNBC Live nell'Aprile 2007, “Credete che le azioni del Presidente Bush giustifichino l' impeachment?” l'87% votò sì. (425.127 voti)


I Californiani che si avvantaggiano della nuova legge sulla marijuana medicale comprendono ufficiali di polizia, procuratori distrettuali, sindaci. Alcuni degli stessi che in passato perseguitarono e arrestarono i cittadini a causa della marijuana, medicale o meno, oggi la prendono per sé e per le loro famiglie, in numero sempre crescente.

 

Mentre rientrava negli USA dal Canada, nel Marzo '98, il residente Californiano Kareem Abdul-Jabbar, il giocatore professionista che ha realizzato più punti nella storia del basket, fu fermato per il possesso di una piccola quantità di marijuana. Pagò una multa di $500 alla dogana USA e spiegò alla stampa che lui, come cittadino della California, aveva una regolare prescrizione medica per l'uso di marijuana.

 

Lo scrittore Peter McWilliams, che soffriva di AIDS e cancro, disse che “Se non ci fossero venditori illegali d'erba (prima della Proposition 215), non ci sarebbe la marijuana e io non sarei vivo adesso. La marijuana calma la nausea e mi rende possibile mandare giù il cibo e le pillole per combattere le mie malattie. Che si fotta il governo federale. Usatela, se ne avete bisogno.” Per questo fu arrestato dalla DEA. Sua madre diede la sua casa come cauzione. La DEA disse che se lo avessero trovato a usare erba l'avrebbe persa. Lui smise di usare erba, la sua salute peggiorò rapidamente e morì, nel Giugno del 2000.

 

 

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© Jack Herer 2008

Versione italiana a cura di Jasper L. Thompson jasper.thomspson@email.it