L'imperatore non è vestito

di Jack Herer

 

 

Capitolo Due

 

Breve sommario degli usi della canapa

 

 

La Nostra Sfida al Mondo: Dimostrate Che Ci Sbagliamo

 

Se tutti i carburanti fossili e i loro derivati, così come gli alberi per la carta e per l'edilizia fossero vietati per poter salvare il pianeta, annullare l'Effetto Serra e fermare la deforestazione;

 

Allora ci sarebbe soltanto una risorsa annualmente rinnovabile conosciuta, in grado di rifornire il mondo di di carta e tessuti; di soddisfare i bisogni globali dei trasporti, dell'industria e delle abitazioni; riducendo l'inquinamento, risanando il terreno e ripulendo l'atmosfera, tutto nello stesso tempo...

E questa sostanza è la stessa che ha fatto tutto ciò in passato

La Cannabis… La Marijuana!

 

Navi e Marinai

 

Il novanta per cento* di tutte le vele navali (da prima dei Fenici, almeno dal V secolo a.C. fino a ben oltre l'invenzione delle navi a vapore, tra la metà e la fine del IXX secolo) erano fatte di canapa.

*Il rimanente 10% erano solitamente di altre fibre come ramia, sisal, juta, abaca, etc.

 

(Ernest Abel, Marijuana: The First 12,000 Years, Plenum Press, 1980; Erodoto, Histories, V sec. a.C.; Jack Frazier, The Marijuana Farmers, 1972; U.S. Agricultural Index, 1916-1982; film dello U.S. Department of Agricolture Hemp for Victory, 1942.)

 

Il termine inglese “canvas”1 (tela) è la pronuncia olandese della parola greca “Kannabis.”*

 

*Kannabis, nel linguaggio Greco (Ellenizzato) del Bacino del Mediterraneo, deriva dal Persiano e da più antichi idiomi Semitici Settentrionali (Quanuba, Kanabosm, Cana?, Kanah?) dei quali gli studiosi moderni hanno rintracciata una base vecchia di 6.000 anni nella famiglia della lingua Indo-Semitica Europea dei Sumeri e degli Accadici. La antica parola Sumero/Babilonese K(a)N(a)B(a), o Q(a)N(a)B(a) è una delle radici linguistiche sopravvissute più a lungo nella storia dell'uomo. 1 (KN significa canna e B significa due, due canne o due sessi.)

 

Oltre alla veleria, fino a questo secolo, virtualmente tutto il sartiame, le funi d'ancoraggio, le reti da carico, le reti da pesca, le bandiere, le lenzuola e la stoppa (la protezione principale della nave contro l'acqua salata, usata come sigillante tra lo scafo esterno e quello interno) erano ricavati dagli steli delle piante di marijuana.

 

Persino l'abbigliamento dei marinai, fino alle cuciture delle scarpe (talvolta di "tela") con suole di corda, era ottenuto dalla cannabis.*

 

*Durante il XVI, XVII, XVIII e IXX secolo un cargo, un clipper, una baleniera, o una nave di linea trasportavano in media dalle 50 alle 100 tonnellate di cordame, senza contare le vele, le reti, etc., che dovevano essere sostituite ogni anno o due, a causa dell'erosione salina. (Chiedete alla U.S. Naval Academy, oppure V. la costruzione della USS Constitution, alias “Old Ironsides” a Boston.)

 

(Ernest Abel, Marijuana, The First 12,000 Years, Plenum Press, 1980; Ency. Britannica; Alexander Magoun, The Frigate Constitution, 1928; film dello USDA Hemp for Victory, 1942.)

 

Infine, le carte nautiche, le mappe, i diari di bordo, e le Bibbie erano fabbricate con una carta che conteneva fibre di canapa, dai tempi di Colombo (XV Sec.) fino agli albori del 1900 nel Mondo Occidentale Europeo/Americano, e dai Cinesi fin dal I secolo. La carta di canapa durava dalle 50 alle 100 volte più a lungo della maggior parte dei papiri, ed era cento volte più facile e più economica da fare.

 

Incredibilmente, di una nave costavano più le vele, le corde etc. della costruzione delle parti in legno.

 

Ma l'uso della canapa non era limitato alle profondità salmastre degli Oceani …

 

Tessuti & Stoffe

 

Fino al decennio del 1880 in America (e fino al XX secolo in quasi tutto il resto del mondo) l'80% di tutti i tessuti e le stoffe usate per l'abbigliamento , i tendaggi, i lini*, la biancheria da letto e da bagno, i tappeti e le tendine, le trapunte, gli asciugamani, i pannolini, etc., e anche la nostra bandiera , la "Old Glory", erano composti principalmente della fibra di cannabis.

Per centinaia, se non migliaia di anni (fino al 1830) l'Irlanda produsse i migliori lini e l'Italia le migliori stoffe di canapa per l'abbigliamento.

*L'edizione 1893-1910 della Encyclopaedia Britannica riporta, e Popular Mechanics nel 1938 stima che almeno la metà di tutto il materiale che è stato chiamato lino (linen, N.d.t.) non fosse prodotto dall' omonima pianta, ma dalla cannabis. Erodoto (c. 450 a.C.) descrive gli abiti di canapa fabbricati dai Traci come di bellezza pari al lino, e che "nessuna persona che non avesse molta esperienza avrebbe saputo dire se fosse canapa o lino".

-- In inglese la parola "linen" -lino- indica anche l'oggetto composto di tale tessuto, e l'insieme o corredo di tali oggetti (tovaglie e tovaglioli, fazzoletti, federe, etc.) casalinghi; ad es., la biancheria da letto è detta anche "bedlinen" (lett., lini da letto) etc.-- (N.d.T.)

 

Benché questi fatti siano ormai quasi dimenticati, i nostri antenati erano ben consapevoli del fatto che la canapa è più soffice del cotone, più calda del cotone, più assorbente del cotone, che ha tre volte la resistenza alla tensione del cotone, ed è molto più duratura del cotone.

 

I tessuti fatti in casa erano quasi sempre filati dalle fibre cresciute nell'orto di famiglia.

 

Infatti, nel 1776, quando le patriottiche e pratiche madri madri delle “Daughters of the American Revolution” (Figlie della Rivoluzione Americana, N.d.t.) -- il DAR di Boston e del New England -- organizzarono “spinning bees” per vestire i soldati di Washington, la maggior parte dei capi era tessuta con fibra di canapa. Se non fosse stato per la pianta storicamente dimenticata (o censurata) della marijuana il Continental Army sarebbe congelato a morte a Valley Forge, in Pennsylvania.

 

L'uso comune della canapa nell'economia della nascente repubblica era abbastanza importante da occupare il tempo e i pensieri del nostro primo Segretario del Tesoro Alexander Hamilton, che scrisse nel 1790, “Lino e canapa: i manufatturieri di questi articoli hanno tali affinità l'uno con l'altro, e sono tanto spesso confusi, che potrebbero vantaggiosamente associarsi. La veleria dovrebbe essere un 10% dei loro compiti...

 

(Herndon, G.M., Hemp in Colonial Virginia, 1963; DAR histories; Able Ernest, Marijuana, the First 12,000 Years; V. anche il film del 1985 Revolution con Al Pacino.)

 

I carri coperti che raggiunsero il Far West (Kentucky, Indiana, Illinois, Oregon e California*) erano coperti con robuste tele incerate di canapa2 mentre le navi veleggiavano attorno al "Corno" verso San Francisco con vele e corde di canapa.

 

*I famosi pantaloni da lavoro Levi's erano prodotti per i '49ers* della California con vele di canapa e rivetti. In questo modo le tasche non si strappavano quando venivano riempite con l'oro setacciato dal sedimento. 3

 

*) Fortyniners: i cercatori della Grande Corsa all'Oro della California del 1849, N.d.t.

 

I tessuti fabbricati in casa erano quasi sempre filati, dalla gente di tutto il mondo, delle fibre cresciute nell'"orto di famiglia". In America, questa tradizione perdurò dall'epoca dei Padri Pellegrini (1620) fino alla proibizione della canapa negli anni '30*.

 

*Nel decennio del 1930, il Federal Bureau of Narcotics riferì al Congresso che molti Polacchi Americani crescevano ancora la canapa nei loro giardini, per fare i loro “long johns” (completo da notte composto da maglia e mutandoni lunghi, N.t.d.) e gli abiti da lavoro; essi accolsero a fucilate gli agenti che stavano rubando i loro vestiti per l'anno seguente.

 

L'età e la densità degli appezzamenti di canapa influenza la qualità della fibra. Se un coltivatore desidera avere fibre morbide della qualità del lino, deve piantare le sue piante di cannabis l'una vicina all'altra.

 

A spanne, se si pianta per uso medico o ricreativo, la proporzione è un seme per cinque iarde quadrate (mt. 4.5 ca). Se coltivata come pianta da seme: da quattro a cinque piedi (mt. 1.20-1.50) di distanza una dall'altra.


(Univ. of Kentucky Agricultural. - opuscolo del marzo 1943.)

 

Dai 120 ai 180 semi per iarda quadrata sono piantati per ottenere cordame grezzo e tessuto grossolano. Per lini delicati o merletti si crescono fino a 400 piante per i.q. e si raccolgono dopo 80-100 giorni.

(Farm Crop Reports, rapporto internazionale USDA. Rivista CIBA 1961-62 Luigi Castellini, Milano.)

 

Negli ultimi anni dell'820, le sgranatrici manuali per il cotone Americane (inventate da Eli Whitney nel 1793) furono largamente rimpiazzate da macchine sgranatrici e telai "industriali" fabbricati in Europa, a causa della superiorità di equipaggiamenti, macchinari e tecnologie europee.

 

Oggi il cinquanta per cento di tutti i prodotti chimici utilizzati nell'agricoltura Americana è per la coltivazione del cotone. La canapa non richiede prodotti chimici e ha poche erbacce o insetti nemici - eccetto il Governo USA e la DEA.

 

Per la prima volta, del vestiario di cotone leggero poté essere prodotto a un costo minore rispetto a quello richiesto dalla macerazione e dalla separazione manuale delle fibre di canapa per essere filato a mano su arcolai e filatoi.4

 

Malgrado ciò , per via delle sue qualità di resistenza, morbidezza, calore e durabilità, la canapa continuò a essere la seconda fibra naturale più utilizzata fino agli anni '30.

 

*Nel caso ve lo chiediate, non ci sono THC o "sballo" nella fibra di canapa. Esatto: non potete fumarvi la vostra camicia! In effetti, cercare di fumare del tessuto di canapa, o qualunque altro tessuto, potrebbe essere mortale.

 

Dopo la legge sulla Marijuana Tax del 1937, le nuove "fibre plastiche" DuPont, usate su autorizzazione della Compagnia Tedesca I.G.Farben (parte dei proventi del brevetto furono usati come risarcimento per la Prima Guerra Mondiale dai Tedeschi per gli Americani) rimpiazzarono le fibre naturali di canapa. (Un 30% della I.G.Farben, sotto Hitler, fu di proprietà della DuPont America.) La DuPont introdusse anche il nylon (inventato nel 1935) sul mercato, dopo averlo brevettato nel 1938.

 

(Jerry Colby, DuPont Dynasties, Lyle Stewart, 1984.)

 

 

Carta di fibra e polpa

 

Fino al 1883, il 75-90% di tutta la carta del mondo era prodotta con fibra di cannabis, compresa quella per i libri, le Bibbie, le mappe, le banconote, le obbligazioni e i titoli azionari, i quotidiani, etc. La Bibbia di Gutenberg (nel XV sec.); Pantagruel e l'erba Pantagruelion, di Rabelais (XVI sec.) la Bibbia di Re Giacomo (XVII sec.); i phamplets di Thomas Paine “The Rights of Man”, “Common Sense”, “The Age of Reason” (XVIII sec.); le opere di Fitz Hugh Ludlow, Mark Twain, Victor Hugo, Alexander Dumas; “Alice in Wonderland” di Lewis Carroll (XIX sec.); e più o meno tutto il resto fu stampato su carta di canapa.

 

La prima bozza della Dichiarazione di Indipendenza (del 28 giugno 1776) fu scritta su Carta Olandese (di canapa), così come lo fu la seconda, completata il 2 luglio dello stesso anno. Questo fu il documento approvato quel giorno, annunciato e presentato il 4 luglio 1776. Il 19 luglio del 1776 il Congresso ordinò che la Dichiarazione fosse copiata e redatta su pergamena (una pelle conciata di animale) e questo fu il documento firmato dai delegati il 2 agosto 1776.

 

La carta di canapa durava dalle 50 alle 100 volte più del papiro, ed era cento volte più semplice e più economica da produrre.

 

Quello che (i coloni Americani) e il resto del mondo usavano per produrre tutta la carta erano scarti delle vele e del cordame venduto dagli armatori come cascame, per essere riciclato.

 

Il resto della carta proveniva dagli abiti smessi, dalle lenzuola, dai pannolini, dalle tende e dagli stracci, fatti prevalentemente di canapa e talvolta di lino, venduti agli straccivendoli.

 

I nostri avi erano troppo parsimoniosi per gettar via qualcosa, sicché, fino al 1880 ogni brandello di straccio o abito veniva riciclato nella carta.

 

La carta di stracci, che contiene fibra di canapa, è quella di migliore qualità e la più durevole mai prodotta.
Può essere strappata quando è umida, ma riacquista la sua completa resistenza una volta asciutta. Se non è sottoposta a condizioni estreme, la carta di stracci rimane stabile per secoli. Non si consuma praticamente mai. Molti documenti ufficiali del Governo USA furono redatti, per legge, su carta di stracci di canapa, fino agli anni '20.5

 

Gli studiosi ritengono generalmente che la antica tecnica - o arte - cinese della fabbricazione della carta di canapa (I sec. A.D., 800 anni prima che la scoprissero i paesi Islamici, e da 1200 a 1400 anni prima degli Europei) sia uno dei motivi principali della immensa superiorità del sapere e delle scienze cinesi rispetto a quelli Occidentali per 1400 anni. L'arte cartaria usata per la fabbricazione di una carta resistentissima permetteva agli Orientali di lasciare in eredità la loro conoscenza così che fosse accresciuta, investigata, raffinata, confutata e modificata, generazione dopo generazione (in altre parole, una erudizione cumulativa ed esauriente).

 

L'altro motivo per la grande superiorità del sapere Orientale rispetto a quello dell'Occidente per 1400 anni è che la Chiesa Cattolica Romana proibì di leggere e scrivere al 95% della popolazione Europea; inoltre fece bruciare, o bandire, o vietò tutti i libri nazionali e stranieri, inclusa la stessa Bibbia!, per oltre 1200 anni con la minaccia -messa in pratica sovente- di morte. Per questo gli storici hanno definito questo periodo "Evo Oscuro" (476 A.D.–1000 A.D., o fino al Rinascimento) (V. Cap. 10)

 

Funi, spago & Cordame

 

Virtualmente ogni città o paese (da tempo immemorabile) nel mondo ha avuto una industria di corda di canapa.6 La Russia era la maggior produttrice del mondo e la sua manifattura era la migliore; fornì l'80% della canapa mondiale dal 1640 al 1940.

 

Thomas Paine descrisse quattro risorse naturali essenziali per la nuova nazione in "Common Sense" (1776): “cordame, ferro, legname e catrame.”
La principale tra queste era la canapa per il cordame. Scrive: "La canapa cresce rigogliosa fino all' eccesso, non ne abbiamo bisogno tanta per il cordame." Poi prosegue elencando il necessario per guerreggiare con la marina Britannica: cannoni, polvere da sparo, etc.

 

Dal 70 al 90% di tutte le funi, lo spago e il cordame furono prodotti con la canapa fino al 1937. Da allora essa fu sostituita perlopiù con le fibre petrolchimiche (principalmente della DuPont, su licenza della compagnia Tedesca I.G.Farben), o dalla canapa di Manila (abaca), spesso intrecciata con fili d'acciaio per aumentarne la resistenza, importata dal nostro "nuovo" possedimento nel Pacifico dell'estremo Occidente, le Filippine, confiscate alla Spagna come risarcimento per la Guerra Ispano-Americana del 1898.

 

Tele Artistiche

 

La canapa è il mezzo perfetto per l'archiviazione.7

 

I dipinti di Van Gogh, Gainsborough, Rembrandt, etc., furono stesi soprattutto su tele di canapa, così come praticamente tutti i dipinti su tela.

 

La forte e lucente fibra di canapa resiste al calore, alla muffa, agli insetti e non è danneggiata dalla luce. I dipinti a olio su tela di canapa e/o lino sono rimasti in buone condizioni per secoli.

 

Per migliaia di anni, virtualmente tutte le buone vernici e gli smalti vennero prodotti con olio di semi di canapa e/o di lino.

 

Vernici & Smalti

 

Per esempio, nel solo 1935, 116 milioni di libbre (58.000 tonnellate*) di semi di canapa furono utilizzati in America soltanto per smalti e vernici. Il mercato dell'essicazione dell'olio di canapa era quasi interamente appannaggio delle industrie petrolchimiche DuPont.8

 

*Il National Institute of Oilseed Products depose congressualmente contro la Marijuana Transfer Tax Law del 1937. Come paragone, consideriamo che il Drug Enforcement Administration (DEA), assieme alle polizie di stato e locali, dichiara di avere confiscato nel 1996 oltre 700 tonnellate di marijuana cresciuta in America; semi, piante, radici, e tutto. La stessa DEA dichiara che dal 94 al 97 per cento di tutte le piante di canapa sequestrate e distrutte fin dagli anni '60 erano state cresciute allo stato brado e non potevano essere fumate come marijuana.

 

Il Congresso e il Dipartimento del Tesoro si accertarono attraverso una deposizione segreta di DuPont nel 1935-37, raccolta direttamente da Herman Oliphant, Capo del Consiglio del Dipartimento del Tesoro, che l'olio di semi di canapa poteva essere rimpiazzato con gli oli sintetici petrolchimici prodotti principalmente dalla DuPont.

 

Oliphant fu l'unico responsabile per la stesura della Marijuana Tax Act che fu sottoposta al Congresso.9 (V. Cap. 4)

 

Fino al 1800, l'olio di canapa era l'olio da illuminazione più usato in America e nel mondo. Da allora, fino al 1870, fu il secondo olio più usato, superato solo dall'olio di balena.

 

Olio da illuminazione

 

L'olio di canapa bruciava nelle lampade del leggendario Aladino, di Abramo il Profeta e, nella vita reale, di Abraham Lincoln.

 

Era l'olio da lampada che illuminava maggiormente.

 

L'olio di canapa per lampade fu rimpiazzato dal petrolio, dal kerosene, etc., dopo la scoperta del petrolio in Pennsylvania nel 1859 e la monopolizzazione di John D. Rockefeller, dal 1870 in poi (V. Cap. 9). In effetti, come affermò il celebre botanico Luther Burbank “I semi [della cannabis] sono utilizzati negli altri paesi per il loro olio, e il modo in cui vengono trascurati qui dimostra il solito uso scellerato delle nostre risorse agricole."

 

(Luther Burbank, How Plants Are Trained To Work for Man, Useful Plants, P. F. Collier & Son Co., NY, Vol. 6, pag. 48.)

 

Energia da Biomassa

 

Nei primi anni del 1900, Henry Ford e altri futuristici, organici geni dell'ingegneria si accorsero (come i loro eredi intellettuali e scientifici di oggi) che fino al 90% del carburante fossile utilizzato oggi nel mondo (carbone, petrolio, gas naturali...) avrebbe potuto essere sostituito da molto tempo con la biomassa: gambi di granturco, cannabis, carta straccia e simili.

 

La biomassa può essere convertita in metano, metanolo o benzina a una frazione del costo del petrolio, del carbone o dell'energia nucleare, specialmente se ci sono costi ambientali, e se il suo uso può fermare le piogge acide, lo smog solforoso, e l'Effetto Serra sul nostro pianeta, ORA!*

 

* Il Governo e le industrie del petrolio, del carbone, etc., insistono sul fatto che la biomassa non è migliore delle riserve di carburante fossile, riguardo l'inquinamento, ma questo è patentemente falso.

 

Perché? Perché, a differenza dei carburanti fossili, la biomassa proviene da piante viventi (e non estinte) che rimuovono continuamente anidride carbonica dalla nostra atmosfera mentre crescono, attraverso la fotosintesi. Nondimeno, i carburanti da biomassa non contengono zolfo.

 

Questo si può ottenere coltivando canapa per biomassa e convertendola, attraverso pirolisi o compostazione biochimica, in carburanti che sostituiscano i carbonfossili*.

 

* Va tenuto presente che il potenziale della biomassa/cellulosa della cannabis è almeno quattro e più volte meglio dei suoi rivali più prossimi: stoppie, canna da zucchero, kenaf (ibisco delle Indie orientali, N.d.t.), alberi, etc. (Solar Gas, 1980; Omni, 1983: Cornell University; Science Digest, 1983: etc.).

V. anche Cap. 9, “Economia.”

 

 

Uno dei prodotti della pirolisi, il metanolo, è spesso utilizzato oggi per le auto da competizione e fu usato dai coloni americani e dagli automobilisti quotidianamente, a fianco del petrolio, dagli anni '20 fino alla metà degli anni '40 per muovere decine di migliaia di auto, veicoli militari e agricoli, fino alla fine della Seconda Guerra Mondiale.

 

Il metanolo può anche essere trasformato in una benzina senza piombo ad alto numero di ottani, con un processo catalitico sviluppato dalla Georgia Tech University in collaborazione con la Mobil Oil Co.

 

 

Medicina

 

Dal 1842 fino all'ultimo decennio dell'800 un tipo di marijuana estremamente forte (conosciuta allora come estratto di cannabis) ed estratti, tinture ed elisir di hashish erano tra i medicinali più venduti in assoluto per l'uomo (dalla nascita, attraverso l'infanzia, fino alla vecchiaia) e in veterinaria fino agli anni 20 del '900 e oltre. (V.Cap. 6 sulla "Medicina" e Cap. 12 sul "XIX Secolo").

 

La regina Vittoria usava la resina di cannabis per i crampi mestruali e la PMS ( Pre-Menstrual Syndrome, N.d.t.). Il suo regno (1837- 1901) crebbe di pari passo con l'aumento smisurato dell'uso di cannabis Indiana come farmaco.

 

Come abbiamo visto prima, per almeno 3000 anni, fino al 1842, estratti di marijuana di ogni sorta (fiori, foglie, radici, etc.) erano i medicinali più diffusi e i più comunemente accettati nel mondo, per la maggior parte dei malanni dell'umanità.

 

Nell'Europa Occidentale, la Chiesa Cattolica Romana proibì l'uso della cannabis o di ogni terapia medica, eccezion fatta per l'alcool e la flebotomia, per oltre 1200 anni. (V. Cap. 10 sulla “Sociologia.”)

 

La Farmacopea Statunitense indicava la cannabis come rimedio efficace contro: affaticamento, accessi di tosse, reumatismi, asma, delirium tremens, emicrania, crampi e depressione associati alle mestruazioni (Prof. William EmBoden, Docente alla California State University di Northridge.)

 

Nel XX secolo le ricerche sulla cannabis hanno dimostrato il valore terapeutico e la completa sicurezza nel trattamento di molte patologie quali asma, glaucoma, nausea, tumori, epilessia, infezioni, stress, emicrania, anoressia, depressione, reumatismi, artriti, morbo di Alzheimer ed herpes. (V, Cap. 7, “Usi Terapeutici della Cannabis.”)

 

Olii Alimentari & Proteine

 

I semi di canapa erano usati regolarmente per il porridge, le zuppe, e le farinate di tutta la popolazione mondiale, fino a questo secolo (lo scorso, N.d.t.). I monaci dovevano mangiare un piatto di semi di canapa tre volte al giorno, tessevano i loro abiti con la canapa, e stampavano le loro Bibbie su carta composta della sua fibra.

 

(Dr. Vera Rubin, “Research Institute for the Study Of Man;” Eastern Orthodox Church; Cohen & Stillman, Therapeutic Potential of Marijuana, Plenum Press, 1976; Ernest Abel, Marijuana, The First 12,000 Years, Plenum Press, NY, 1980; Encyclopedia Britannica.)

 

Il seme di canapa può essere torchiato per ottenere un olio altamente nutritivo, il quale contiene più acidi grassi essenziali di ogni altra specie nel Regno Vegetale. Questi oli essenziali sono responsabili delle nostre immunoreazioni e puliscono le arterie dal colesterolo e dalla placca.

Il sottoprodotto della torchiatura dei semi contiene proteine della migliore qualità; può essere maltato, o utilizzato come base per farne dolci, pani o sformati. Le proteine dei semi di marijuana sono una fonte di proteine tra le migliori, più complete e più facilmente assimilabili dal corpo umano.
Il seme di canapa è la fonte singola di nutrimento più completa per l'alimentazione umana (V. Cap. 8.)

 

I semi di canapa furono, fino alla proibizione legale del 1937, il becchime numero uno al mondo, tanto per uccelli selvatici che domestici.
Era il loro preferito* tra ogni genere di becchime sul pianeta; nel 1937 quattro milioni di libbre di semi di canapa per uccelli canori furono venduti al dettaglio negli USA. Gli uccelli scelgono i semi di canapa da un mucchio di becchime misto, e li mangiano per primi. Gli uccelli allevati allo stato brado vivono più a lungo e si riproducono di più quando i semi di canapa sono inclusi nella loro dieta, utilizzandone l'olio per le loro penne e per la loro salute in generale.(V. Cap. 8, “I semi di canapa come base per il nutrimento mondiale”)

 

*Atto Congressuale del 1937: “Gli uccelli canori non cantano senza,” lamentano le industrie di cibi per animali. Risultato: semi sterilizzati di cannabis continuano a essere importati negli USA da Italia, Cina e altri Paesi.

 

I semi di canapa non producono ebbrezza negli umani o negli uccelli. Nei semi si trovano tracce infinitesimali di THC. I semi di canapa sono anche l'esca per pesci preferita in Europa. I pescatori comprano sacchetti di semi dai venditori di esche, e ne gettano manciate nel fiume o nel lago; i pesci si fiondano attorno ai semi e sono presi all'amo. Nessun'altra esca è tanto efficace, e ciò la rende il cibo più desiderabile e nutriente per uomini, uccelli e pesci.

(Ricerca personale di Jack Herer in Europa.) (Jack Frazier, The Marijuana Farmers, Solar Age Press, New Orleans, LA, 1972)

 

Materiale edile & Abitazioni

 

Poiché un acro di canapa produce tanta polpa di cellulosa quanto 4,1 acri di alberi*, la canapa è il materiale perfetto per sostituire gli alberi e farne assi di compensato, assi di truciolato e stampi per il calcestruzzo.

*Dewey & Merrill, Bulletin #404, United States Dept. of Agricultural., 1916.

 

Materiale edilizio pratico, economico, ignifugo, con eccellenti proprietà di isolamento termico e sonoro, si produce scaldando e pressando le fibre della pianta per creare robusti pannelli che sostituiscono cartongesso e compensato. William B. Conde della Conde’s Redwood Lumber, Inc. nei pressi di Eugene, Oregon, assieme alla Washington State University (1991–1993), hanno dimostrato la superiorità in robustezza, flessibilità, e la maggior convenienza dei materiali composti di canapa rispetto a quelli in fibra di legno, anche per le travi.

 

Lo isochanvre, un materiale da costruzione Francese riscoperto da poco prodotto con canapa e calce, pietrifica in uno stato minerale che può durare secoli. Gli archeologi hanno rinvenuto un ponte nel Sud della Francia, del periodo Merovingio (500–751 A.D.), costruito con questo processo. (V. Chènevotte habitat di René, Francia)

 

La canapa è sempre stata utilizzata per la tessitura dei tappeti. La fibra di canapa permette la manifattura di tappeti robusti, resistenti e inattaccabili dal marciume, che evitano i vapori tossici dei materiali di sintesi, oltre alle reazioni allergiche dovute ai sintetici.

 

Anche le tubature in plastica (PVC) si possono produrre utilizzando la cellulosa rinnovabile della canapa in luogo del carbone e del petrolio.

 

Dunque possiamo immaginarci la casa del futuro interamente costruita, ammobiliata e dipinta con la risorsa rinnovabile numero uno, la canapa.

 

Fumo, Svago & Creatività

 

La Dichiarazione d'Indipendenza Americana riconosce l'"inalienabile diritto" alla "vita, alla libertà e al perseguimento della felicità". Successive decisioni parlamentari assicurano il diritto alla privacy.

 

Molti artisti e scrittori hanno usato la cannabis per avere stimoli creativi, dagli autori dei capolavori mondiali della religione ai nostri più irriverenti scrittori satirici. Tra di loro Lewis Carroll e il suo bruco che fuma hookah in "Alice nel Paese delle Meraviglie", Victor Hugo e Alexander Dumas; i grandi del jazz come Louis Armstrong, Cab Calloway, Duke Ellington e Gene Krupa; e il percorso arriva fino ai moderni artisti e musicisti come Beatles, Rolling Stones, Eagles, Doobie Brothers, Bob Marley, Jefferson Airplane, Willie Nelson, Buddy Rich, Country Joe & the Fish, Joe Walsh, David Carradine, David Bowie, Iggy Pop, Lola Falana, Hunter S. Thompson, Peter Tosh, Grateful Dead, Cypress Hill, Sinead O’Connor, Black Crowes, Snoop Dogg, Los Marijuanos, etc.

 

Certo, fumare marijuana aumenta la creatività in alcuni, e in altri no.

 

Ma da che mondo è mondo, varie proibizioni e gruppi di "temperanti" hanno cercato e talvolta sono riusciti a rendere proibite le sostanze che alcuni preferiscono per rilassarsi, come il tabacco, l'alcool e la cannabis.

 

Abraham Lincoln rispose a questo tipo di mentalità repressiva nel Dicembre del 1840, quando affermò “La Proibizione va oltre i confini della ragione in quanto cerca di controllare i desideri dell'uomo con la legislazione e rende un crimine ciò che non lo è. Una legge proibizionista è uno schiaffo al principio stesso sul quale il nostro governo venne fondato.”

 

Stabilità Economica, Profitto & Libero Commercio

 

Noi pensiamo che in un mercato competitivo la gente si affretterebbe a comprare durevoli, biodegradibili “Pot Tops” o “Mary Jeans”, etc., prodotti con piante senza pesticidi o erbicidi. Alcune delle industrie che hanno aperto la strada con questi prodotti sono Ecolution, Hempstead, Marie Mills, Ohio Hempery, Two Star Dog, Headcase e, in Germania, HanfHaus, etc.

 

E' ora che mettiamo alla prova il capitalismo e che lasciamo decidere il mercato senza costrizioni della domanda e dell'offerta, così come la nostra coscienza ecologica "Verde", sul futuro del pianeta.

 

Una camicia di cotone nel 1776 costava da $100 a $200, mentre una camicia di canapa costava da 50 cents a $1. Entro il 1830, camicie di fresco e leggero cotone avevano lo stesso prezzo delle più calde, pesanti camicie di canapa, offrendo una possibilità di scelta competitiva.

 

La gente era in grado di scegliere il suo abbigliamento basandosi sulle qualità particolari che desiderava in un tessuto. Oggi non abbiamo questa possibilità.

 

Il ruolo della canapa e di altre fibre naturali dovrebbe essere determinato dal mercato della domanda e dell'offerta, dai valori e dai gusti personali, e non dalle influenze improprie delle leggi proibizioniste, dai sussidi federali e dalle eccessive tariffe doganali che impediscono ai tessuti naturali di rimpiazzare le fibre sintetiche.

 

Settant'anni di soppressione dell'informazione da parte del Governo hanno prodotto la quasi totale ignoranza pubblica degli incredibili potenziali della fibra di canapa e dei suoi usi.

 

Utilizzando canapa al 100%, o mischiando canapa e cotone organico, potremmo lasciare la nostra camicia, i nostri pantaloni e altri capi ai nostri nipoti.
Con una spesa intelligente si potrebbero rimpiazzare le fibre sintetiche petrolchimiche come nylon e poliestere con fibre naturali più resistenti, più economiche, fresche, assorbenti, traspiranti e biodegradabili.

 

La Cina, l'Italia e Paesi Europei dell'Est come Ungheria, Romania, Cecoslovacchia, Polonia e Russia attualmente fanno milioni di dollari con tessuti di robusta canapa e tessuti in canapa e cotone, e potrebbero guadagnare miliardi di dollari all'anno.

 

Questi Paesi traggono profitto dalle loro tradizioni agricole e tessili, mentre gli USA cercano di forzare l'estinzione di questa pianta sostenendo le tecnologie distruttive del sintetico.

 

Anche il tessuto misto cannabis/cotone non è stato posto ufficialmente in vendita negli USA fino al 1991. I Cinesi, per esempio, furono obbligati da un tacito accordo ad inviarci ramia e cotone scadenti.

 

(National Import/Export Textile Company of Shanghai, comunicazione personale con l'autore nell' Aprile-Maggio 1983.)

 

Mentre l'edizione del 1990 di questo libro andava in stampa, capi di vestiario che contenevano almeno il 55% di cannabis arrivavano dalla Cina e dall' Ungheria. Nel 1992, mentre andavamo in stampa, molti diversi tipi di tessuto di canapa al 100% arrivavano direttamente dalla Cina e dall' Ungheria. Ora, nel 2007, i tessuti di canapa sono richiestissimi in tutto il mondo, esportati dalla Romania, dalla Polonia, dall'Italia, dalla Germania, etc.
La canapa è stata definita "hottest fabric" (tessuto più caldo, N.d.t.) degli anni '90 da Rolling Stone, Time, Newsweek, Paper, Detour, Details, Mademoiselle, The New York Times, The Los Angeles Times, Der Spiegel, ad infinitum. Tutti loro hanno pubblicato le più eclatanti notizie sulla canapa industriale e nutrizionale.

 

Inoltre, la canapa coltivata per produrre biomassa potrebbe alimentare un'industria energetica da miliardi di dollari all'anno, che migliorerebbe la qualità dell'aria e porterebbe il benessere nelle aree rurali e nelle comunità circostanti, lontano dal potere centralizzato del monopolio. Più di ogni altra pianta sulla Terra, la canapa può mantenere la promessa di una economia e di una ecologia sostenibili.

 

In Conclusione. . . .

 

Dobbiamo reiterare la nostra premessa iniziale sfidando il mondo a dimostrare che ci sbagliamo. Se tutti i carburanti fossili e i loro derivati, così come gli alberi per la carta e le costruzioni fossero vietate per poter salvare il pianeta, annullare l'Effetto Serra e fermare la deforestazione;

 

Allora ci sarebbe soltanto una risorsa annualmente rinnovabile conosciuta in grado di rifornire il mondo di di carta e tessuti; di soddisfare i bisogni globali dei trasporti, dell'industria e delle abitazioni; riducendo l'inquinamento, risanando il terreno e ripulendo l'atmosfera, tutto nello stesso tempo...

E questa sostanza è la stessa che ha fatto tutto questo in passato

La Cannabis… La Marijuana!

 

1. Oxford English Dictionary; Encyclopedia Britannica, 11ma edizione, 1910; film dello U.S.D.A. "Hemp for Victory", 1942.

 

2. Ibid.

 

3. Levi-Strauss & Company of San Francisco, CA, colloquio personale dell'autore con Gene McClaine, 1985.

 

4. Le vecchie Spinning Jennys (filatoi, filiere) e i filarelli erano principalmente usati per le fibre in quest'ordine: canapa, lino, lana, cotone, e così via.

 

5. Jack Frazier, The Marijuana Farmers, Solar Age Press, New Orleans, LA, 1974; Biblioteca del Congresso USA; Archivi Nazionali; U.S. Mint; etc.

 

6. James T. Adams, editor, Album of American History, Charles Scribner’s Sons, NY, 1944, pg. 116.

 

7. Jack Frazier, The Marijuana Farmers, Solar Age Press, New Orleans, LA, 1974; Biblioteca del Congresso USA; Archivi Nazionali.

 

8. Larry Sloman, Reefer Madness, Grove Press, New York, NY, 1979, pag. 72.

 

9. Richard Bonnie e Charles Whitebread, The Marijuana Conviction, Univ. of Virginia Press, 1974.

 

 

Quando la Canapa Salvò la Vita a George Bush

 

Un altro esempio dell'importanza della canapa: cinque anni dopo che la cannabis fu dichiarata illegale nel 1937, venne prontamente reintrodotta nel 1942, allo scoppio della Seconda Guerra Mondiale.

 

Così, quando il giovane pilota George Bush si paracadutò dal suo aereo in fiamme dopo una battaglia sul Pacifico, non sapeva molto del fatto che:

 

- Parte del motore del suo apparecchio era lubrificata con olio di semi di canapa;

 

- il 100% del tessuto del paracadute che gli salvò la vita era fatto con canapa coltivata negli USA

 

- Virtaulmente tutto il sartiame e le funi della nave che lo ripescò erano fatte di canapa.

 

- Le manichette antincendio della nave (come quelle delle scuole in cui studiò) erano composte di canapa, e

 

- Infine, quando il giovane George Bush era sano e salvo sul ponte, le cuciture dei suoi scarponi erano di canapa, così quelle di tutte le scarpe in cuoio e gli scarponi militari moderni.

 

Bush ha passato una buona parte della sua carriera cercando di sradicare la cannabis e di far osservare le leggi per accertarsi che nessuno conoscesse queste informazioni - incluso forse lui stesso. . .

 

(Film dello USDA Hemp for Victory, 1942; Opuscolo 25 U. del KY Agricultural Ext. Service, Marzo 1943; Gatewood Galbraith, Kentucky Marijuana Feasibility Study, 1977.)

 

 

La Battaglia del Bollettino 404

 

La Messa in Scena

 

Nel 1917, il mondo stava combattendo la Prima Guerra Mondiale. In questo Paese gli industriali, assediati dal salario minimo e dalle imposte sui redditi, erano in crisi depressiva. Gli ideali progressisti andarono perduti non appena gli USA presero parte allo scontro mondiale per la supremazia commerciale. E' su questo scenario che il primo dramma sulla canapa del XX secolo fu inscenato.

 

Personaggi e Interpreti

 

La storia ha inizio nel 1916, poco dopo la diffusione del Bollettino USDA 404 (V.). Presso San Diego, in California, un immigrato tedesco di 50 anni, di nome George Schlichten mise a punto una semplice quanto brillante invenzione. Schlichten aveva speso 18 anni e 400.000 dollari nel decorticatore, una macchina in grado di scortecciare quasi ogni tipo di pianta lasciando la polpa intatta. Per costruirla aveva sviluppata una conoscenza enciclopedica sulle fibre e sulla fabbricazione della carta. Il suo desiderio era di fermare il disboscamento a causa della carta, che egli riteneva essere un crimine. La sua nativa Germania era molto progredita nell'imboschimento e Schlichten sapeva che la distruzione delle foreste significava la distruzione di barriere spartiacque indispensabili.

 

Henry Timken, il facoltoso industriale inventore dei cuscinetti rotanti, aveva subodorato l'invenzione di Schlichten e volle incontrare l'inventore nel Febbraio del 1917. Timken vide il decorticatore come una scoperta rivoluzionaria che avrebbe migliorato le condizioni dell'umanità.
Timken offrì a Schlichten la possibilità di coltivare 100 acri di canapa nel suo ranch, nella fertile Imperial Valley in California, a Est di San Diego, così che potesse provare la sua invenzione.

 

Non andò vieri, che Timken incontrò il gigante dell'editoria E.W. Scripps, e il suo socio da sempre Milton McRae a Miramar, il domicilio di Scripps a San Diego. Scripps, allora 63enne, possedeva la più grande catena di quotidiani del Paese. Timken sperava di interessare Scripps nella produzione di carta da giornale di canapa.

 

I baroni della carta stampata della fine del secolo abbisognavano di grandi quantitativi di cellulosa per la loro crescente distribuzione. Quasi il 30% dei quattro milioni di tonnellate di carta manufatta nel 1909 fu trasformato in quotidiani; nel 1914 la distribuzione di quotidiani era cresciuta del 17% per oltre 28 milioni di copie.1 Nel 1917, il costo dei quotidiani saliva rapidamente, e McRae, che possedeva una cartiera dal 1904, era preoccupato.

 

Il seme è piantato

 

In Maggio, dopo aver incontrato di nuovo Timken, Scripps chiese a McRae di esaminare la possibilità di usare il decorticatore nella manifattura della carta da giornale.

 

McRae si dimostrò eccitato all'idea; definì il decorticatore “una grande invenzione. . . [la quale] non solo renderà un grande servizio a questo Paese, ma sarà molto proficua finanziariamente. . . . [essa] potrebbe rivoluzionare le attuali condizioni.” Il 3 Agosto, mentre il periodo del raccolto si approssimava, fu organizzato un incontro tra Schlichten, McRae, e l'editore di quotidiani Ed Chase.

 

All'insaputa di Schlichten, McRae fece stenografare le tre ore di incontro al suo segretario. Il documento che ne risultò, l'unica testimonianza conosciuta ad oggi della voluminosa conoscenza di Schlichten, è riportato in toto nella Appendice I.

 

Schlichten aveva studiato a fondo molti tipi di piante con cui produrre carta, tra le quali grano, cotone, yucca, e la spagnola baccata. Sembra che la canapa fosse la sua preferita: “La canapa è praticamente un successo e ne verrà carta di qualità superiore a quella comunemente usata per i quotidiani,” affermò. La sua carta di canapa era anche meglio di quella prodotta per il Bollettino USDA 404, dichiarava, poiché con il decorticatore si eludeva il processo di macerazione, evitando così le fibre corte e la colla naturale necessaria a tenere assieme la carta. Schlichten era in grado di produrre 50.000 tonnellate di carta all'anno, al prezzo di $25 alla tonnellata, il che era meno del 50% del prezzo delle testate dell'epoca. E ogni acro di canapa trasformata in carta, aggiungeva Schlichten, avrebbe salvato cinque acri di foresta.

 

McRae fu molto impressionato da Schlichten. L'uomo che aveva cenato con presidenti e capitani d'industria scrisse a Timken, “Posso dire senza ambiguità che Mr. Schlichten mi ha impressionato in quanto uomo di grande intelletto e perizia; e, a quanto posso vedere, egli ha creata e costruita una macchina portentosa.” Dispose affinché Chase trescorresse il maggior tempo possibile con Schlichten e gli preparasse un rapporto.

 

Tempo di Raccolto

 

In Agosto, dopo tre mesi soltanto di crescita, il raccolto di Timken aveva raggiunto la sua altezza massima - 14 piedi! (426,72 cm, N.d.t.) ed egli era alquanto ottimista riguardo i suoi progetti. Sperava di andare in California e vedere il raccolto decorticato, e sé stesso come un benefattore dell'umanità, che permetteva alla gente di lavorare meno e aver più tempo per lo "sviluppo spirituale". Scripps, d'altro canto, non aveva una visione ottimistica. Aveva perso la sua fiducia in un Governo che pensava avrebbe portato il Paese alla rovina economica a causa della guerra, e che si sarebbe preso il 40% dei suoi profitti in imposte sul reddito.


In una lettera a sua sorella Ellen del 14 Agosto, egli scrive: “Quando Mr. McRae mi ha detto dell'aumento previsto per il prezzo della carta bianca, gli ho risposto che ero abbastanza sciocco da non preoccuparmi di una cosa di quel genere." Ci si aspettava che il prezzo della carta aumentasse del 50%, il che sarebbe costato a Scripps l'intero profitto annuale di $1.125.000! Invece di sviluppare nuove tecnologie, prese la via più breve: la Penny Press Lord aumentò semplicemente il prezzo delle sue testate, da uno a due centesimi.

 

La Fine

 

Il 28 Agosto Ed Chase inviò il suo rapporto completo a Scripps e McRae. Anche lui era entusiasta del nuovo metodo: “Ho veduta una stupenda, quanto semplice invenzione. Ritengo che rivoluzionerà molti dei metodi di produzione nell'alimentare, nel vestiario, e in ogni altro bisogno dell'umanità."

 

Chase aveva visto il decorticatore produrre sette tonnnellate di canapuli (frammenti di corteccia, N.d.t.) in due giorni. A pieno regime, aveva previsto Schlichten, ogni macchina avrebbe prodotto cinque tonnellate al giorno. Chase aveva concluso che la canapa avrebbe facilmente soddisfatta la richiesta per i quotidiani di Scripps sulla West Coast, con rimanenze bastanti per delle attività secondarie. Aveva stimato che la stampa dei quotidiani sarebbe costata tra i $25 e i $35 per tonnellata, e avanzò la richiesta di aprire una cartiera anche sulla East Coast.

 

McRae, tuttavia, sembrava aver capito che il suo capo non era più molto interessato alla produzione di carta di canapa. La sua risposta al rapporto di Chase fu cauta: "Molto sarà determinato dalla praticabilità dei costi di trasporto, manufattura, etc., etc., che non possono essere accertati senza un'adeguata ricerca." Forse quando i suoi ideali si scontrarono con il duro lavoro per svilupparli, il semi-pensionato McRae si tirò indietro.

 

In Settembre il raccolto di Timken produceva una tonnellata di fibra e quattro di canapuli per acro, ed egli stava cercando di coinvolgere Scripp nell'apertura di una cartiera a San Diego. McRae e Chase andarono a Cleveland e passarono due ore a convincere Timken che mentre la canapa era utilizzabile per tutti gli altri tipi di carta, essi non ne potevano trarre una carta da giornale che fosse abbastanza economica. Forse la cartiera dell'Est che avevano sperimentato non era stata incoraggiante, e infine si risolse di trasformarla per ottenere carta dal legno.

 

In quel periodo anche Timken era afflitto dall'economia del tempo di guerra. Si aspettava di pagare imposte per un 54% e stava cercando di mutuare $2 millioni con un interesse del 10% per riattrezzare macchine belliche. L'uomo che solo qualche settimana prima non vedeva l'ora di essere in California, non aspettò un minuto per trasferirsi a Ovest per tutto l'inverno. Disse a McRae, “Penso che sarò troppo dannatamente occupato in questa regione del Paese per occuparmi degli affari.”

 

Il decorticatore riaffiorò poi negli anni '30, quando fu pubblicizzato come la macchina che avrebbe fatto della canapa un "Raccolto da un miliardo di dollari" in un articolo su Mechanical Engineering e su Popular Mechanics.* (Fino alla edizione del 1993 "The Emperor...", si credeva che il decorticatore fosse una nuova scoperta di quell'epoca.) Ancora una volta, la nascente industria della canapa fu stroncata, questa volta dal Marijuana Tax Act del 1937.

 

• Ellen Komp

 

 

Note:

 

1. World Almanac, 1914, p. 225; 1917

 

2. Milton McRae, Forty Years in Newspaperdom, 1924 - Brentano’s NY

 

3. Archivi Scripps , University of Ohio, Athens, Archivi di Ellen Browning Scripps, Biblioteca Denison, Claremont College, Claremont, CA

 

 

Perché Non Usare La Canapa Per Invertire l'Effetto Serra e
Salvare il Mondo?

 

Agli inizi del 1989, Jack Herer e Maria Farrow posero questa domanda a Steve Rawlings, l'ufficiale più alto in grado allo U.S. Department of Agriculture (che era incaricato di invertire l'Effetto Serra), nel centro di ricerca mondiale USDA a Beltsville, nel Maryland.

 

Innanzitutto ci presentammo dicendo che scrivevamo per il giornale del partito politico Green (i "Verdi", n.d.T.). Poi chiedemmo a Rawlings: “Se lei avesse mai una scelta, quale sarebbe il modo ideale per fermare o invertire l'Effetto Serra?”

 

Egli disse, “Smettere di abbattere gli alberi e di usare i carburanti fossili.”

 

“Beh, perché non lo facciamo?”

 

“Non esistono sostituti accettabili del legno per la carta, o per i carburanti fossili.”

 

“Perché non usiamo piante annuali per la carta, e la loro biomassa per fare il carburante?”

 

“Beh, quello sarebbe ideale,” convenne. “Sfortunatamente, non c'è niente che possa produrre abbastanza materiali.”

 

“Bene, cosa direbbe se ci fosse una pianta che può sostituire tutta la polpa di legno, tutti i carburanti fossili, produrre la maggior parte delle nostre fibre naturali, con la quale di può fare di tutto, dalla dinamite alla plastica, che cresce in 50 stati e che un acro di questa pianta sostituirebbe 4,1 acri di alberi, e che se si utilizzasse un 6% del territorio USA per coltivarla, anche in terreni con scarso margine, questa pianta produrrebbe tutti i 75 miliardi per dieci alla ventiquattresima di BTU* che occorrono all'America ogni anno? Questo aiuterebbe a salvare il pianeta?”

 

“Sarebbe l'ideale. Ma questa pianta non esiste.”

 

“Noi pensiamo di sì.”

 

“Ah, sì? Qual'è?”

 

“La canapa .”

 

“Canapa!” Ci meditò sopra per un momento. “Non ci avrei mai pensato. Sapete, credo che abbiate ragione. La canapa potrebbe essere la pianta che fa tutto questo. Wow! E' un'idea grandiosa!”

 

Eravamo eccitati, mentre descrivevamo a grandi linee queste informazioni e delineavamo il potenziale della canapa per la carta, la fibra, il carburante, il cibo, la vernice, etc. e come si sarebbe potuta usare per ripristinare l'ecosistema mondiale e riequilibrare l'ossigeno nell'atmosfera senza provocare disordini nel tenore di vita al quale la maggioranza degli Americani sono abitutati.

 

In sostanza, Rawlings ritenne che le nostre informazioni fossero probabilmente corrette, e che la cosa avrebbe potuto benissimo funzionare.

 

Disse, “E' un'idea meravigliosa, e penso che potrebbe funzionare. Ma certamente non si può mettere in pratica.”

 

“Sta scherzando!” rispondemmo. “Perchè no ?”

 

“Beh, Mr. Herer, non lo sapeva che la canapa è anche marijuana?”

 

“Sì, certo che lo so, ne ho scritto per circa 40 ore a settimana, negli ultimi 17 anni.”

 

“Bene, lo sa che la marijuana è illegale, vero? Non possiamo usarla.”

 

“Nemmeno per salvare il mondo ?”

 

“No. E' illegale”, mi informò, in tono severo. “Non possiamo usare qualcosa di illegale.”

 

“Ma neanche per salvare il mondo?” chiedemmo, sbalorditi.

 

“No, neanche per salvare il mondo. E' illegale. Non si può usare. Punto.”

 

“Non fraintendetemi, è una grande idea,” proseguì, “Ma non ve lo lasceranno mai fare.”

 

“Ma perché lei non va avanti, e non dice al Segretario dell'Agricoltura che un pazzo della California le ha dato la documentazione che dimostra che la canapa sarebbe in grado di salvare il pianeta e che la sua prima impressione è che potrebbe avere ragione, e che la cosa merita un serio studio? Cosa ne dice?” “Beh, non credo che resterei qui molto a lungo, dopo averlo fatto. Dopo tutto, sono funzionario del Governo.” “Allora perché non ricostruisce la nostra stessa documentazione, nel suo computer, nella biblioteca dello U.S.D.A.? E' da lì che abbiamo avuto la documentazione iniziale.”

 

Disse, “Non potrei firmare quella documentazione.”

 

“Perché no? Noi l'abbiamo fatto.”

 

“Mr. Herer, lei è un cittadino. Lei può firmare qualsiasi cosa voglia. Ma io sono un funzionario del Dipartimento dell'Agricoltura. Qualcuno vorrebbe sapere perché voglio tutta quella documentazione. E io sarei finito.”

 

Infine, ci mettemmo d'accordo per spedirgli tutta la documentazione che avevamo ottenuto dalla biblioteca della U.S.D.A., se gli avesse voluta dare almeno un'occhiata.

 

Rispose che lo avrebbe fatto, ma quando lo chiamammo un mese dopo disse che non aveva ancora aperto il pacco che gli avevamo spedito, e che ce lo avrebbe rimandato senza aprirlo, perché non voleva la responsabilità di quella documentazione, adesso che l'Amministrazione Bush l'avrebbe rimpiazzato con uno dei suoi uomini.

 

Gli chiedemmo se avrebbe passato la documentazione al suo successore, ed egli rispose “Assolutamente no.”

 

Nel Maggio 1989, avemmo virtualmente la medesima conversazione e lo stesso risultato con il suo collega, il Dr. Gary Evans dello U.S. Department of Agriculture and Science, l'uomo incaricato di fermare la tendenza al riscaldamento globale.

 

Alla fine egli ci disse “Se davvero volete salvare il pianeta con la canapa, voi [attivisti per la canapa/marijuana] dovreste trovare il modo di farla crescere senza le cime narcotiche (SIC) e poi potreste usarla.”

 

Questo è il genere di irresponsabilità spaventata (e spaventosa) del nostro Governo, contro la quale dobbiamo confrontarci.

 

*) B.T.U.: British Thermal Unit - il quantitativo di calore necessario per aumentare di un grado Farenheit (F) una libbra (Kg.0.454) di acqua (N.d.T.)

 

 

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© Jack Herer 2008
Versione italiana a cura di Jasper L. Thompson jasper.thomspson@email.it