Militanti del movimento “Indipendentzia Repubrica de Sardigna” durante una manifestazione

Probabilità di riuscita prossime allo zero. Ma gli indipendentisti sardi del movimento Irs (Indipendentzia Repubrica de Sardigna) ci provano lo stesso, incassando il supporto dei consiglieri di Sinistra Italiana e di alcuni membri del Partito Democratico. In settimana è stata depositata una proposta di legge regionale per dare il via alla coltivazione e alla distribuzione di cannabis legale in tutto il territorio della Sardegna.

Secondo il consigliere di Irs Gavino Sale, primo firmatario della proposta di legge, la legge ricalca ciò che avviene già in altre parti d’Europa e in diversi stati Usa, dove ad alcuni territori è permessa la legalizzazione in via sperimentale della cannabis.

Inoltre la Sardegna, si legge nella proposta di legge, si presta particolarmente ad essere protagonista di un progetto di questo tipo per la sua conformazione geografica e climatica che la rende perfetta per la coltivazione di cannabis.

«In Sardegna si stima che i consumatori di cannabis siano il 76% della popolazione tra i 14 e i 60 anni. Questi cinquant’anni di divieti – ha affermato Gavino Sale – hanno portato soltanto a speculazioni criminali, come per l’alcol nel periodo del proibizionismo. Mentre con una regolamentazione della coltivazione, uso e mercato della marijuana ci sarebbero introiti per le casse della Regione che potrebbero essere utilizzate per scopi sociali e culturali».

Difficile (o più probabilmente impossibile) che questa proposta di legge regionale, anche in caso di approvazione da parte del Consiglio, non venga bloccata dal Governo italiano o dalla Corte Costituzionale, tuttavia è un altro tassello che contribuisce alla discussione sulla necessità di un cambio di politiche sulle droghe leggere.

 

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