Di norma si presenta il protagonista dell’avventura all’inizio, prima di raccontare l’avventura stessa. Ma in questo caso abbiamo preferito fare l’opposto, quindi troverete l’intervista all’autore a fine articolo.

Invitiamo a leggere il racconto che segue tutto d’un fiato, senza fermarsi, lasciandosi così trasportare nei ricordi di questo lungo e colorito viaggio intorno al mondo. Buona lettura.

Deserto Turkmenistan

Ho avuto il privilegio di viaggiare per 28 mesi attraverso 7 continenti e in oltre 50 paesi al di fuori della piccola Europa.

Sono nazioni che rappresentano il 66% della popolazione mondiale e il 57% delle terre emerse.
Ho dormito 33 notti in treno, campaggiato 7 settimane, trascorso quasi un mese in nave.
Ho risparmiato su tutto ma speso 5.000 € più del budget. In totale ho investito 105.000 €.
Tanti soldi. Quanto un Master di eccellenza in Usa. E in fondo, viaggiando spesso solo ho proprio trascorso molto tempo studiando.

37.500 € li ho spesi per 163 voli. Dalle 44 ore del Las Vegas–Ulan Bator a un volo che ha sbagliato destinazione, passando sopra l’Everest con un aereo che vende solo posti al finestrino, eppure non sono riuscito ancora ad avere un volo premio con le miglia.

Pinguini AntartideHo transitato 11 volte da Istanbul e 10 da Bangkok; a Pechino ho tenuto gli abiti invernali in un deposito cambiando la valigia in corsa. Ho viaggiato con bagaglio a mano, Antartide e Casa di Babbo Natale al Circolo Polare Artico incluse.

2.400 € li ho poi spesi in visti, perché ancora oggi, passare una linea immaginaria costa.

Ma viaggiando ho potuto apprezzare la modernità. Ho superato il TangguLa nel Himalaya a 5.068 metri con un treno che pompa ossigeno. Ho navigato la Diga delle Tre Gole, enorme al punto tale che gli scienziati discutono se abbia reso meno aerodinamica la terra durante la rotazione. La Cina con le costruzioni un tempo si difendeva come con la Grande Muraglia, oggi ci colonizza l’Africa e senza sparare un solo colpo di cannone. Ho cenato al 123esimo piano del Burj Khalifa che con i suoi 828 metri svetta tra i grattacieli di Dubai e visto un film di Bollywood su schermo futuristico in una città indiana che da sola ha più ingegneri che in tutta Italia.

PeruE ho viaggiato nell’antichità: Petra, Angkor Wat, Bagan e il Macchu Picchu si perdono nei secoli in ogni senso. Il Borobudur a Giava dura nel tempo nonostante abbia un tempio la cui pianta è a forma di effimero Mandala. Ma non tutti i monumenti sono destinati a sopravvivere. Stalin perderà il suo museo celebrativo, la Mummia di Kim-Il-Sung sparirà e anche un innocuo monumento come quello alla Lingua Afrikaans in Sudafrica ha i giorni contati. Ve ne è poi uno ancora in costruzione eppure già condannato a essere spazzato via: il mausoleo di Khomeini.

IndiaAl Taj Mahal si celebra l’amore eterno, ma altri luoghi sprizzano odio: mi sono imbattuto in tragedie poco note, come lo sterminio degli Herero in Namibia, il genocidio armeno, l’auto-genocidio cambogiano in cui la popolazione fu uccisa perfino da bambini indottrinati. Ma anche su orrori noti ottieni un quadro più ampio: negli Stati Uniti finirono “solo” il 4% degli schiavi totali, il ruolo di Arabi e Africani nella tratta non è rappresentato in nessun film. E d’altra parte, mai avrei pensato che a Potosì, nelle miniere boliviane, i morti fossero così tanti. Spesso l’odio per l’uomo bianco è giustificato.

Eppure viaggiando ho anche avuto orgoglio di essere occidentale: siamo liberi di esprimerci e aperti di mente. Nel quotidiano poi, la nostra vita è piena di “grazie” e “prego”, parole che in alcune lingue neanche esistono. Non interrompiamo e rispettiamo gli spazi altrui. Le turiste solitarie e indipendenti, sono uno splendido esempio. Purtroppo in Arabia Saudita nulla è cambiato neppure dopo il passaggio delle soldatesse americane, mitra a tracolla, lì per garantire la sicurezza degli uomini durante la Guerra del Golfo. E l’Arabia Saudita non accetta turisti.

Ma almeno la dote va perdendo di importanza ovunque. Certo alcuni credono che una bambina corrisponda a una piccola ladra che andrà via impoverendo la famiglia o non accettano che i figli studino, perché poi si allontanano per sempre dal villaggio. Ma sono gli stessi che credono in tribù, clan, presunti codici di onore; per cui che affoghino nelle loro convinzioni.

BrasileHo apprezzato l’integrazione razziale di Singapore e del Brasile ma ho anche visitato i campi profughi palestinesi ed eritrei. Sui “rifugiati” discernere tra buoni e cattivi è difficile: l’Iran, teocrazia sanguinaria, ha aperto le porte a 3 milioni di afghani, mentre la buddista Birmania scaccia minoranze mussulmane prendendosi i rimproveri del Dalai Lama che però non protesta quando il Bhutan espelle da un giorno all’altro il 15% della popolazione perché di origine nepalese e induista. Sui rifugiati ho potuto notare come le migliori intenzioni di fratellanza mussulmana o condivisione cristiana crollino; a onor del vero in tanti sono pronti a dare soldi, per esempio proprio i miliardari sauditi, ma a condizione che restino lontano dalla porta di casa.

Corea del NordMa anche su singoli personaggi ho ascoltato un’altra campana: Gandhi difendeva le caste ben oltre le tradizioni? Mandela era a capo di un partito sanguinario? Madre Teresa esaltava il dolore come volontà divina in maniera esagerata? Del resto addirittura i pirati somali sono visti da alcuni come difensori dei confini di uno stato che non ha controllo sul territorio e viene usato come discarica e zona di pesca gratuita. Khun Sa, il Re dell’Oppio, divenne un eroe nel triangolo d’oro.

Non ho cambiato molte opinioni, però di sicuro ho apprezzato personalità di cui non sapevo nulla: Akbar, Ulug Bek, Kublai Khan e, per rimanere in tema viaggi, anche Ibn Battuta e Santa Francesca Cabrini che ha accompagnato tante volte i nostri di emigranti.

VietnamViaggiando ho dovuto fidarmi
. È grande la delusione quando i bambini che chiedono penna o libro sono d’accordo con il commerciante e rivendono il tuo dono. In India ho visto spacciare i Sadhu, mendicanti asceti, sia veri che finti. In alcuni paesi d’Africa ho dovuto aggiungere una “pagina” di cartamoneta al passaporto e vari poliziotti si sono presentati dicendo “coffee for me?”. Se una macchina ha il contachilometri rotto, da qualche parte la fregatura è in arrivo.

Non ho invece fatto brutte esperienze negli ostelli, nessuno mi ha derubato eppure mi sono addormentato indifeso in stazioni ferroviarie. Ho dormito anche sotto una jeep e in una grotta. Ho passeggiato per Favelas, sperimentato l’Hotel a Capsule a Taiwan e visto di contro il Palazzo del Sultano in Brunei con le sue 1.788 stanze e 257 bagni.

Dalle stelle alle stalle: sono stato sbranato dalle zanzare mentre facevo il muratore per costruire una scuola nelle Filippine, mangiato dalle pulci mentre facevo esperienza da contadino in Vietnam, ma ho potuto seguire la migrazione degli animali e ho visto correre le giraffe dall’alto di una lussuosa mongolfiera.

Mongolfiera Tanzania

Il mondo è grande quando non ricordo le capitali dei paesi della ex-Jugoslavia e piccolo quando un albatros segue la mia nave per ore in aperto oceano. Ho visto mangiare il cane, ma del resto noi mangiamo la mucca sacra. E staccata la coda, c’è differenza tra un gamberetto e uno scorpione alla griglia?

Ho toccato con mano l’importanza del riso, capito che il cammello e il cavallo hanno cambiato la storia, ho seguito una lezione sul Krill che è uno dei grandi motori del mondo, proprio come l’erba che ho visto crescere in ogni condizione climatica.

Finlandia Ho dato da mangiare a una renna indossando un kimono per una scommessa sul poker e ho visto da vicino pinguini e orche assassine; non conosco molto gli animali ma riconosco la gravità di una dittatura dalla rivista di bordo della compagnia di bandiera. In Corea del Nord non c’è limite al potere di un singolo. Ma non è il solo: la Birmania ha cambiato capitale perché un astrologo lo ha suggerito al generale al potere.

Ma esiste un paese migliore degli altri? L’isolatissimo Bhutan si è inventato un indice di felicità lorda in cui ovviamente ben figurano. È facile osservare che più si auto-dichiarano felici e più le persone vogliono scappare dal paese. Ma noi che non crediamo neppure al politico a cui diamo il voto, chissà perché crediamo alla propaganda dei governanti stranieri. E spesso a vedere questi posti “idilliaci” vogliamo andare in fretta, ossia prima che “cambi tutto”. Che tradotto vuol dire che vogliamo andare allo zoo della umanità. Vogliamo vedere come si viveva un tempo, cioè poveramente. È egoistico trovare in chi è senza riscaldamento, senza strade, senza servizi igienici uno spettacolo. Per vedere e apprezzare il passato ci sono i monumenti, non le persone. Se poi davvero vi piace, allora non tornate in albergo con internet, state con loro. Io dopo 15 giorni senza lavarmi con i nomadi mongoli ho urlato di gioia per una doccia.

BhutanDel resto se le cose sono cambiate, spesso è perché è meglio. I popoli meno sviluppati non sono affatto più felici. Pensate davvero che non sapere se pioverà a sufficienza, se il vitello sopravvivrà alla notte, se ci sarà da mangiare per tutti, sia meno stressante di accendere il computer e trovare 100 mail a cui rispondere? Semplicemente non usare la parola “stress” non vuol dire non provarlo. E non sono neanche più buoni. Anzi, è certamente più facile essere generosi quando si ha più del necessario. Vivere in povertà è diverso dal vivere morigeratamente, che è invece frutto di scelta, non di costrizione.

BirmaniaE oltre l’aspetto economico, anche il “preservare le Tradizioni” è spesso un essere “incastrati nelle Tradizioni”. Le società in cui c’è estrema riverenza per gli anziani, sono semplicemente società in cui la speranza di vita è molto bassa. E in cui persone al tramonto decidono anche su cose che non capiscono. Ma del resto da noi quanti innocenti vecchietti hanno rovinato reputazioni e famiglie intere con le loro “sagge” chiacchiere sulle panchine di un paese? Il culto degli antenati è romantico. Ma quando la tomba viene messa in casa o nel campo, può diventare una condanna. La famiglia è imprigionata e costretta a rimanere anche se il terreno diventa arido.

Ho giudicato di continuo le persone incontrate come sicuramente gli altri hanno giudicato me. Sarò apparso in fuga da qualcuno o qualcosa, oppure come un miliardario annoiato. Tutti i viaggiatori seriali incontrati sulla strada tengono un diario. Perché quando viaggi certo hai tanto da ricordare e comunicare, ma secondo me principalmente perché ti senti solo. Di certo sarò stato invidiato da chi non ha diritto al passaporto. E sicuramente tanti avrebbero voluto visitare i Luoghi Santi sul mio percorso. Quanti sono morti in passato cercando di arrivare lì dove io e il mio scetticismo abbiamo messo piede dopo un viaggio in sicurezza?

GerusalemmeHo percorso la Via Dolorosa, sono stato Pellegrino a Santiago e ho visto l’Ararat dall’Armenia, paese divenuto cristiano prima ancora di Roma. Ho visitato il Muro del Pianto ma anche Lalibela, una seconda Gerusalemme simbolo della fede scolpita nella roccia. Ho girato per Qom con un mantello nero serissimo e fatto un selfie in una moschea malese in cui nessuno pregava, ho ascoltato un Pasdaran, terribile Guardiano della Rivoluzione iraniana spiegarmi che sono uno che appartiene alla “Gente del Libro”, ho visto musulmani turchi cinesizzati e ho provato disprezzo per la Moschea di Ashgabat, costata milioni, ma deserta perché considerata blasfema dai fedeli: del resto invece che dal Corano, le scritte sono tratte dal Ruhnama, libro di un dittatore dall’ego smisurato che costrinse a studiarlo perfino per prendere la patente. Di contro, le splendide Petronas Tower a Kuala Lumpur non sono un luogo religioso ma l’architettura è tutta una celebrazione della diffusione della religione islamica. Dagli ebrei ho appreso che si può costruire un luogo di preghiera nel Tempo invece che nello Spazio, perché quello è il significato del Shabbat che mi hanno spiegato in un Kibbutz.

Sono rimasto in silenzio a meditare per due giorni ma del resto appendendo quelle belle Bandierine colorate tibetane lasci che sia il vento a pregare al tuo posto e prendi atto, con gioia, che il buddismo ti cura da una malattia che non hai. Così come forse in Africa il cristianesimo ha offerto conforto per una paura che non esisteva: quella della morte.

TibetMorte che è in mostra nelle cremazioni a Varanasi ma intrisa della serenità di finire nel Gange. Proprio come è in pace chi muore a Lhasa ai piedi del Potala. O chi si fa seppellire vicino a un grande mistico Sufi perché basterà seguirlo il giorno del risveglio; tanto a lui certamente verrà indicata la via. Vorrei avere anche io fede? Non so, talvolta penso che una morte serena sia solo possibile attraverso una vita piena di paura.

Le Religioni si adattano al territorio: Gesù diventa nero e la Madonna prende la forma di montagna. Le pecore, così spesso menzionate nella Bibbia, vanno sostituite per chi non ne ha mai vista una. Le abluzioni possono essere fatte anche con sabbia lì dove non c’è acqua e il sangue di Cristo diventa miele. Se poi non si è pronti neanche a piccoli cambiamenti, non resta che fermare il mondo al tempo del Corano e costringere le persone a vivere nel VII secolo in modo che tutto possa essere preso alla lettera. Qualcuno purtroppo ci sta provando sul serio.

Ma i retrogradi vi sono in ogni religione. Eppure l’innovazione permette oggi per la prima volta di diffondere il Messaggio ovunque. È il sogno di ogni predicatore e missionario. Youtube è una sorta di gesuita dei tempi moderni a disposizione di tutte le religioni.

IndonesiaHo poi digiunato per 3 giorni interi con gli induisti: hanno una religione talmente gioiosa da occupare quasi tutto il calendario con le sue feste. Certo, fossi però condannato dalla nascita a essere un fuori-casta che merita di vivere nella spazzatura, mi convertirei all’Islam.

Spazzatura che per la prima religione monoteista è la pelle umana: le Torri del Silenzio mazdee sono spaventose e opprimenti. Anche alcuni Buddha sono opprimenti nelle dimensioni. Eppure più sono enormi e più sembrano benevoli, come a Kamakura in Giappone.

Ma i miei occhi da turista sono capaci anche di disprezzo e derisione: vedere ruotare i Dervisci a Konya in Turchia mi è sembrato come saltare sul letto da bambino. Inebriarsi avvicina a Dio? Le offerte alla Pachamama dei popoli andini, lo sciamanesi, il Candomblè in Brasile e il Voodoo mi hanno reso arrogante: davvero mi sento superiore a questi rituali. Per fortuna mi sono imposto di rifletterci mentre mi taglio le unghie. È l’attività che più mi ricorda che sono un animale. Ho artigli primitivi addosso, figurarsi nella testa.

Betlemme

E campeggiando vedi più spesso le stelle. Formano costellazioni in cui diversi popoli vedono diversi animali a loro familiari e ispirano tante belle poesie in ogni lingua. Ma non parlano eppure risplendono in una maniera tale per cui devono voler dire qualcosa. E allora capisci che per chi non ha un telescopio e le leggi dell’astronomia, l’astrologia assume significato e probabilmente è stata la prima vera credenza umana. Da bambini ci facciamo spiegare il mondo dai grandi e leggere favole con un lieto fine ma tanti mostri e pericoli nel mezzo; dunque non è così strano che da adulti ci piaccia farci leggere le stelle. Più o meno è la stessa storia, spesso c’è la promessa di un lieto fine dopo un percorso pieno di guai e nemici.

Io non distinguo neanche la stella polare. In compenso alcuni punti geografici della terra sono facili da individuare grazie ai cartelli: Tropici, “Fine del Mondo”, Capo di Buona Speranza, suddivisione tra Continenti. Però è molto più bello vedere dove si incontrano gli Oceani. O le cascate Iguazù in Argentina e Vittoria in Zambia.

Incontro oceani Sudafrica

Sono rimasto affascinato dalla bellezza del Lago Inle e deluso dalle Sorgenti del Nilo. Ho navigato sul lago Baikal in Siberia, scalato la Duna 45 in Namibia, corso per il Deserto di Sale di Uyuni in Bolivia e di sabbia nel Sahara. Ho inseguito l’Aurora Boreale e il tramonto con il raggio verde a Jericoacoara, ho percorso il Cammino Inca, fatto trekking estremo in Patagonia, dormito nella Foresta amazzonica e anche alla “Porta dell’Inferno”. Ho raggiunto il Monastero del Nido della Tigre e il Campo Base Everest, ammirato l’Annapurna e il Kilimangiaro. Ho visto il ghiacciaio del Perito Moreno avanzare e rompersi e seguito la Via della Seta.

RussiaHo completato i 9.288 chilometri della Transiberiana, ultima foto che allego perché rappresenta la fine di un lungo viaggio.

E di foto ne ho fatte poche, ma sono involontariamente presente in quelle di tanti turisti sparsi per il mondo.

Per viaggiare a lungo, oltre a soldi e tempo, pare ci voglia tenuta mentale. Io dico che invece è più importante aver fiducia nel proprio corpo, perché sentirsi male in un paese lontano, da soli e senza capirsi bene è sgradevole. Certo, il giorno in cui tutti parleranno perfettamente inglese oltre alla propria lingua, il mondo sarà un posto migliore.

Comunque, a parte un avvelenamento alimentare a Samarcanda in Uzbekistan, ho solo subito qualche piccola truffa e sono stato malmenato da un Kazako.

Ma oggi non ci sono Kazaki in giro per casa mia.

Grazie a tutti coloro che preferiscono collezionare esperienze piuttosto che oggetti.

Flavio Ferrari Zumbini

Sahara Marocco

Chi sei e cosa fai nella vita?
Ho 39 anni, mi sono laureato in Economia e poi in Giurisprudenza. Ho lavorato “normalmente” all’inizio e successivamente mi sono licenziato per giocare a poker online, diventando poi testimonial per alcune aziende del settore. Ho scritto un libro sul gioco per Mondadori, ho fatto il commentatore in TV per PokerItalia24 e negli ultimi 2 anni e 4 mesi ho viaggiato.

Quando hai deciso di partire per questo lungo viaggio e perchè?
Il poker online è passato di moda come business, per cui non mi sento di aver perso qualche opportunità. Ho sempre sognato di viaggiare in questo modo ed ora me lo potevo permettere da tutti i punti di vista: avevo risparmiato denaro, non ho figli, i miei genitori stanno bene, fisicamente mi sento in forma, insomma tutto era perfetto per cui ho deciso di partire!

Hai scritto di aver speso un totale di 105mila euro: erano soldi che avevi messo da parte?
Sono soldi che avevo da parte, principalmente vinti a poker per l’appunto.

Le aspettative che avevi sono state ripagate? Sei soddisfatto di come hai speso i tuoi soldi e passato il tuo tempo?
Nessuno mi ha obbligato a fare questo viaggio, potevo interromperlo in qualsiasi momento. Dunque è superfluo, ovviamente ero ben contento di ciò che facevo e sinceramente penso che sia anche andato oltre ogni mia previsione o aspettativa, anche se a posteriori, ricostruire in maniera obiettiva quali fossero le mie reali aspettative è difficile.

Il tuo post del viaggio ha avuto una grande visibilità totalizzando oltre 10mila like e molte condivisioni. Ti aspettavi questa risposta da parte degli utenti?
No, non mi aspettavo tale risposta, in particolare non mi aspettavo che oltre 4mila persone lo condividessero, perchè alla fine un like non costa nulla, ma la condivisione è molto più personale e profonda.

Hai ricevuto qualche messaggio privato strano o qualche proposta particolare che vuoi segnalare, dopo aver pubblicato il post?
Ho ricevuto oltre 500 messaggi privati, principalmente di complimenti ma anche di domande su come organizzarsi, consigli di viaggio e altre cose che potete facilmente immaginare. Qualcuno mi ha addirittura detto di essersi commosso, qualcuno invece mi ha insultato, ma online ci sta anche questo.

E ora cosa farai?
Ora devo ricostruirmi una vita nel senso positivo del termine, nel senso che per fortuna posso scegliere cosa fare. Certo avrò bisogno di lavorare e non ho un lavoro ora, ma sono sempre molto ottimista e chissà che io non metta a frutto questa esperienza e decida davvero di scrivere un libro al riguardo, oppure decida di lavorare nel campo del turismo. Si vedrà!

---------------------------------------------------------------------------------------------------

Dolce Vita, la rivista più coraggiosa d'Italia. Seguici su Facebook | Twitter | Telegram | Instagram

...oppure iscriviti alla nostra Newsletter mensile

---------------------------------------------------------------------------------------------------

Commenti da facebook

Comments are closed.