«Bisogna evitare che gli spacciatori di tutta Italia convergano a Modena, fare opera di intelligence. Si spera che quelle 220mila persone vadano lì per ascoltare la musica e non per fare altre cose. Andate a vedere cosa succede in questi raduni, quante persone vengono fermate e arrestate per lo spaccio di droga. È una roba impressionante. È meglio prevenire per evitare problemi molto seri». Queste le dichiarazioni di Carlo Giovanardi sul concerto di Vasco Rossi che si terrà a Modena l’1 luglio.

Evidentemente i guai giudiziari che lo attanagliano, con l’accusa di aver fatto favori a imprenditori legati alla ‘ndrangheta, non lo hanno distratto dalla sua attività politica preferita, quella di invocare la repressione contro l’uso di sostanze, a cominciare dalla cannabis.

«220.000 persone raggruppate nello stesso posto che finiscono il concerto alle 23 di sera non si sono mai viste – insiste il deputato modenese – Io vado sempre alla manifestazione degli Alpini, ma quelli manifestano alle 9 del mattino e poi vanno via. Qui invece alle 23 si tratta di far defluire 220mila persone. Se hanno fumato, sono drogati o hanno bevuto è un problema».

Difficile non ricollocare la sua polemica nell’ormai annosa diatriba che lo contrappone a Vasco Rossi, in passatosi schieratosi più volte contro il proibizionismo. Anche se Giovanardi sostiene che avrebbe detto le stesse parole nel caso in cui il concerto fosse stato organizzato da qualsiasi altro cantante.

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