In questi giorni immaginavamo che Giovanardi non stesse vivendo bene la notizia della proposta di legge sulla legalizzazione della cannabis firmata da oltre 200 parlamentari. Quindi abbiamo pensato di fargli una telefonata per sapere cosa ne pensasse e per verificare se, sai mai, si fosse magari convinto anche lui dell’evidente fallimento delle politiche proibizioniste e del vento nuovo che spira nel mondo a cominciare dagli Stati Uniti. Macché… è tornato alla carica con le solite teorie bislacche di sempre, che ora in questo articolo vi smontiamo una volta per tutte attraverso semplici e incontrovertibili dati.

Ecco il video della breve ma intensa telefonata intercorsa tra Giovanardi e il direttore editoriale di Dolce Vita, Matteo Gracis:

E ora passiamo in resoconto le bufale e le menzogne dette da Giovanardi, le stesse di sempre.

1. “La legalizzazione porta un aumento dei consumi di sostanze e un aumento del giro di affari per la criminalità organizzata”.

La sfortuna di Giovanardi è che ora è assai facile smontare queste tesi che ha sempre sostenuto, perché chiunque può dare un’occhiata ai dati che arrivano dagli stati Usa dove la cannabis è stata legalizzata. Per esempio tutti i resoconti ufficiali in arrivo dal Colorado (dove la cannabis è legale da inizio 2014) testimoniano che, a fronte di un consumo rimasto sostanzialmente invariato, la criminalità organizzata ha subito un duro colpo, tanto che oltre il 60% del commercio di cannabis è ora controllato dallo stato, ed anche la criminalità comune è diminuita del 10% in un anno secondo i dati dell’Fbi. Non si capisce, quindi, in che senso secondo Giovanardi la legalizzazione rappresenterebbe un regalo alla criminalità, visto che va a togliergli dalle mani uno dei suoi principali settori di guadagno.

2. “Negli Usa solo 2 stati su 50 hanno legalizzato la cannabis”

Ricordiamo a Carlo Giovanardi che gli stati Usa dove la cannabis è legale sono cinque e non due: Colorado, Washington, Alaska, Oregon e Washington D.C. (District of Columbia). Inoltre in 23 stati la cannabis è legalizzata per uso medico e disponibile per una grande varietà di terapie. Recentemente anche il presidente Obama si è espresso sul tema, affermando che presto altri stati Usa procederanno con la legalizzazione.

3. “Paolo Borsellino girava le scuole per dire ai ragazzi che la legalizzazione favorisce la criminalità”

Evidentemente a corto di idee è ormai da un anno che ogni volta che parla di cannabis Giovanardi prova a giocarsi quello che evidentemente ritiene il suo asso nella manica: Paolo Borsellino e le sue presunte campagne nelle scuole contro la legalizzazione. Già appare decisamente poco elegante citare frasi di oltre 20 anni fa’, oltretutto decontestualizzate, dette da un magistrato che non ha possibilità di ribattere visto che è stato ucciso dalla mafia. Ma, come se non bastasse, il fatto è che Paolo Borsellino non ha mai detto quello che Giovanarrdi cerca di mettergli in bocca. Come abbiamo già approfondito in questo articolo un po’ di tempo fa’, nel suo intervento sul tema (che è visibile su youtube) Paolo Borsellino disse semplicemente che “la mafia esisteva prima del traffico di droga ed esisterebbe anche dopo”, e che cercherebbe “nuovi modi e nuove fascie di clienti per fare soldi con la droga”. Affermazioni ben diverse da quel “legalizzare sarebbe un regalo alla mafia” che Giovanardi cerca sempre di attribuirgli.

4. “Dire che la mia legge ha mandato in carcere migliaia di ragazzi è un’infamia”.

Sarà anche un’infamia, ma il problema anche qui è che sono i dati a smentire Giovanardi e a permetterci di ribadire senza timore di smentita che la Fini-Giovanardi ha mandato in carcere migliaia di giovani. Secondo i dati raccolti dal libro bianco che ogni anno pubblica l’associazione Antigone, la Fini-Giovanardi portò il numero degli ingressi in carcere per possesso e traffico di sostanze dal 28% del totale al 33,15%. Il numero totale dei detenuti in carcere per detenzione e spaccio era di 15.100 nel 2006 mentre negli anni di appolicazione della legge voluta da Giovanrdi arrivò a 27.856 (il 42,21% del totale). Per la precisione, quindi, Giovanardi effettivamente non è responsabile dell’incarcerazione di migliaia di persone, ma di decine di migliaia.

Commenti da facebook

Comments are closed.