Dopo aver causato un incidente d’auto venne trovato positivo alla cannabis, ma aveva fumato uno spinello due giorni prima e al momento del sinistro non era sotto effetto di alcuna sostanza. Viene assolto dal giudice dopo quasi tre anni di trafila giudiziaria.

L’incidente avvenne nell’agosto 2014, quando il protagonista della vicenda (un 23enne di Castelferretti, provincia di Ancona) ebbe un incidente a causa di una distrazione che lo portò a sbandare in rettilineo e a colpire un auto in sosta. I carabinieri intervenuti sul posto, insospettiti dalla dinamica, chiesero gli esami delle urine che diedero riscontro positivo, seppur rintracciando tracce minime di cannabinoidi.

Secondo quanto riportato dal Corriere Adriatico, il medico del pronto soccorso che lo prese in carico scrisse nel referto che il ragazzo non appariva però in condizioni psicofisiche alterate, circostanza confermata anche dalle successive analisi del sangue, che diedero risultato negativo.

Nonostante il referto del medico scattarono le sanzioni pecuniarie e amministrative del caso (sospensione della patente) e il fascicolo passò al Tribunale di Ancona, dove il ragazzo è riuscito ora a vedersi riconosciuta giustizia.

A distanza di due anni e nove mesi il Tribunale di Ancona lo ha infatti assolto dall’accusa di guida sotto l’effetto di stupefacenti perché “le prove raccolte sono contraddittorie”.

Per una storia come questa che, seppur con grave ritardo, si è conclusa positivamente, vi sono centinaia di automobilisti che ogni anno si vedono ritirare la patente per aver consumato cannabis (o altre sostanze) giorni o addirittura settimane prima di essere stati sottoposti a controllo, in quanto gli esami delle urine non danno riscontri attendibili ma continuano a rivelare la positività per lungo tempo dopo l’effettivo consumo.

L’esame del sangue e quello della saliva sono maggiormente attendibili (seppur assolutamente non perfetti e neanche lontanamente accomunabili ai buoni riscontri dell’etilometro per il rilevamento dell’alcol) tuttavia l’esame delle urine continua ad essere utilizzato, trasformando i controlli stradali in una caccia alle streghe contro i cittadini.

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