Cannabis

Farsi arrestare per pubblicare foto di ganja su facebook non è figo

facebook-glassesSugli utilizzi compulsivi dei social network esistono ormai interi saggi e corsi di studio dedicati, i ricercatori dell’Università del North Carolina si sono spinti sino a coniare il nome clinico di “sindrome del like” per definire l’atteggiamento di chi cerca in modo patologico di attrarre l’attenzione dei propri amici virtuali, mettendo in scena la propria vita alla ricerca di popolarità. Il problema è che la volontà di apparire più fighi agli occhi di amici e conoscenti si è spinta fino alla pubblicazione di foto di piantine di cannabis, panette di hashish o buste di erba essiccata e pronta all’uso, con il risultato che il “like” anziché dagli amici di facebook sempre più spesso arriva direttamente dalle questure sotto forma di visita a domicilio da parte delle forze dell’ordine.

LE DICHIARAZIONI D’AMORE PER LA PIANTINA SONO DA EVITARE. Siamo al punto in cui praticamente ogni settimana arriva notizia di un nuovo arresto o di una nuova denuncia per coltivazione a causa di questa stupida moda, che a quanto pare non colpisce solo i ragazzini. L’ultimo in ordine di tempo è infatti un signore sardo di quarant’anni che si è visto piombare in casa alcuni ufficiali dei carabinieri dopo aver avuto la brillante idea di postare su facebook questa foto con tanto di pubblica dichiarazione d’amore come commento:

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In casa dell’uomo oltre alla pianta in questione sono stati rinvenuti anche 6 grammi di erba già essiccata, ed ora è stato denunciato per violazione dell’art. 73 del dpr. 309 (produzione ai fini di spaccio di stupefacenti).

CINQUE SEMPLICI CONSIGLI CHE DOVRESTE RICORDARE. Ma a parte qualche caso di signori con sindromi tardo-adolescenziali sono soprattutto i ragazzini i grandi protagonisti del fenomeno. Pubblicano foto e commenti sui loro profili o sui tanti gruppi dedicati ai “ganja lovers” che si trovano su facebook, con una tranquillità tale (spesso avendo nome e cognome e città di residenza nelle informazioni pubbliche del profilo) da dare l’impressione di non avere la minima idea delle possibili conseguenze. Sperando possa servire proviamo ad elencargli pochi concetti chiave che evidentemente non sono del tutto chiari: 1. coltivare canapa in Italia è ancora illegale; 2. Vi sembrerà strano ma anche i carabinieri e la polizia postale hanno imparato a usare facebook e ogni gruppo dedicato alla cannabis ha qualche infiltrato al suo interno; 3. Se in casa avete più di una piantina è molto probabile che questo vi costi una denuncia per spaccio. E se anche sarete poi scagionati niente vi potrà salvare da cospicue spese legali e dallo sputtanamento sui giornali locali della vostra città; 4. Anche se non vi denunciano per spaccio, sarete quantomeno segnalati come assuntori e questo comporta noiosissime giornate di colloqui al Sert e la probabile sospensione della patente (o del patentino dello scooter). 5. Pubblicare le foto con un profilo anonimo non è una soluzione: è almeno da una decina d’anni che la polizia postale è in grado di identificare le persone tramite l’indirizzo IP.

Di seguito una mini-rassegna di foto pubblicate su facebook da ragazzi registrati con tanto di nome reale, che abbiamo omesso. (clicca sulla foto per ingrandirla).

foto piante facebook 4foto pianta facebook modificata

foto pianta facebook 2foto pianta facebook 3

TG DV


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