Nonostante l’OMS stia ancora valutando se inserire il CBD nella tabella dei farmaci diversi studi hanno già confermato le sue proprietà terapeutiche efficaci nel curare diverse patologie tra cui l’epilessia, la schizofrenia e alcune forme d’ansia. Cugino del THC ma senza l’effetto psicoattivo di quest’ultimo il cannabidiolo è legale, diversamente dal THC, e anche per questo motivo negli ultimi anni ha visto una massiccia diffusione.
Il grande fermento nel panorama mondiale ha permesso a sempre più aziende di specializzarsi nella produzione di prodotti al CBD e tra queste spicca l’italo-olandese Enecta. Attiva dal 2013 punta ad offrire un prodotto certificato e qualitativamente alto, il co-founder Marco Cappiello ci ha parlato del loro modo di lavorare e del mercato attuale del CBD.

Come è nata Enecta?
Enecta nasce nel 2013 in Olanda, partendo con un primo prodotto, “Ambrosia”, che abbiamo affinato e sviluppato con il tempo. Si tratta di un liquido per sigaretta elettronica disponibile con diverse concentrazioni di CBD, e con questo possiamo dire che è partita la nostra avventura, che ci ha visto lavorare in mercati globali, sia in Europa che negli Stati Uniti, vedendo questo mercato svilupparsi sin dall’inizio, proprio davanti ai nostri occhi.
Abbiamo lavorato e collaborato con diverse aziende produttrici di CBD, e nella nostra fase embrionale ci siamo focalizzati soprattutto sulla produzione e distribuzione “b2b”, lavorando in primis sulle formulazioni che seguono le estrazioni, che propriamente sul processo di estrazione stesso. Piano piano abbiamo risalito la filiera, che oggi controlliamo in toto, dalla coltivazione all’estrazione fino al prodotto finale, seguendo diversi standard qualitativi e procedurali che certificano la nostra qualità.

Che varietà di canapa coltivate con alto contenuto di CBD?
Attualmente le nostre genetiche principali sono Futura, Fedora e Shantica che distribuiamo sul territorio a seconda della conformazione, dell’altitudine, della vicinanza al mare etc.

Le coltivazioni sono in Italia?
Le nostre coltivazioni, cosi come i siti dedicati alla produzione dei prodotti, sono esclusivamente in Italia: tra Abruzzo, Toscana, Emilia Romagna e Veneto.

Che rapporto avete con i coltivatori?
In Italia stiamo assistendo, ormai da qualche anno, ad un ritorno di fiamma per la coltivazione della canapa. È un business che sta crescendo e sta portando dietro di sé entusiasmo e positività.
Con i nostri coltivatori c’è un rapporto molto positivo, che stiamo costruendo giorno dopo giorno. La cosa più importante è che c’è condivisione di una stessa visione sull’importanza della qualità e della cura. Il mercato del CBD si sta quindi rivelando una grande, nuova opportunità anche per i coltivatori.

Siete anche impegnati nella ricerca medicinale…
La scienza sta dimostrando come le proprietà del CBD possano avere un ruolo importante in ambito terapeutico. Non bisogna ovviamente eccedere con gli entusiasmi e passare informazioni inesatte o edulcorate alle persone, certamente il CBD non è la bacchetta magica per tutto, ma possiamo affermare che il cannabidiolo sta dando e darà un grande contributo nel supporto e la cura di patologie con cui quotidianamente combattono milioni di pazienti, come ad esempio l’epilessia infantile, la fibromalgia e i dolori cronici, l’emicrania, così come si sta rivelando un buon complemento per rendere meno pesanti e stressanti terapie più invasive e impattanti, migliorando il benessere generale dell’utente.
Un altro campo su cui stiamo puntando è quello dell’informazione e della consapevolezza rispetto alla cannabis terapeutica, i suoi utilizzi e le sue frontiere scientifiche, regolamentari e produttive.


I vostri clienti conoscono il CBD e le sue proprietà?
Questo mercato è nato inizialmente con una forte domanda da parte degli utenti, c’erano moltissime persone interessate ad esperire cure a base di cannabinoidi (sia THC che CBD), non trovando soluzioni e rimedi con le cure tradizionali.
Diverse persone si sono quindi rivolte verso la cannabis poiché storicamente si hanno nozioni sulle sue proprietà terapeutiche.
Osserviamo quindi che all’inizio del mercato erano i clienti a cercare le aziende, e le aziende non erano ancora vere e proprie aziende.
Oggi i campi di applicazione dei cannabinoidi si sono enormemente estesi, l’idea di utilizzare il CBD si è allargata anche a supporto di problematiche meno gravi e più ricorrenti come infiammazioni e situazioni di ansia e stress, e non ultimo l’impiego come sostanza integrativa per gli atleti.
Le informazioni e le scoperte sulle possibili applicazioni del CBD si muovono ad una velocità sempre maggiore, e sempre più efficace, un po’ alla volta si sta aprendo una breccia nella diffidenza pregiudiziale delle persone e si sta facendo sempre più chiarezza e distinzione tra uso ludico e terapeutico, piuttosto che tra molecole psicoattive (THC) e non psicoattive (CBD).

Il vostro CBD ha la certificazione GMP, in cosa consiste?
Tutti i nostri prodotti vengono realizzati in un sito produttivo che utilizza il GMP come standard, ovvero una certificazione che viene rilasciata a prodotti di tipo farmaceutico e cosmetico e riguarda varie fasi del processo produttivo, rappresentando quindi una garanzia di qualità.
Oltre a questo, i nostri laboratori sono certificati per processi alimentari (HACCP) e rispettano gli standard ISO 9001. Diciamo quindi che rispetto alla destinazione finale del prodotto, possiamo garantire una qualità costante da diversi punti di vista.

Ci sono molte aziende che producono CBD con la certificazione GMP?
È un mercato effervescente e in continua evoluzione, anche se ad oggi questo tipo di garanzia di qualità sono in poche aziende a poterla dare.
Il nostro consiglio è quello di cercare sempre un dialogo con l’azienda e di richiedere più informazioni possibili sui prodotti che si vanno ad acquistare.

In questi anni come si è evoluto il mercato?
Rispetto a qualche anno fa oggi produrre CBD significa far parte di un contesto in cui la competizione è sempre più alta, il che significa trovare sul mercato prodotti da un lato sempre migliori, quindi con un’efficacia migliorata rispetto a qualche anno fa, ma allo stesso tempo c’è anche rischio di trovarsi davanti a realtà “improvvisate” che, sempre partendo da presupposti di buona fede ed entusiasmo, si mettono sul mercato con meno esperienza.
Essendo un mercato molto giovane sia dal punto di vista della domanda che dell’offerta, è spesso difficile trovare le giuste informazioni.
Oggi produrre CBD significa sia attenersi a regole di produzione più dettagliate e più definite, sia avere un occhio verso il futuro, verso le norme che regolamenteranno questa sostanza. Nel passato ci si improvvisava molto nella produzione del cannabidiolo, un esempio può essere l’utilizzo di piante di canapa non essiccate in modo corretto, che portavano poi problemi nel prodotto finale, come ad esempio muffe, micotossine ecc.
Oggi vediamo come i brand più professionali si stanno attrezzando per portare sul mercato il meglio che si può ottenere, spingendo l’Industria dei cannabinoidi a specializzarsi su prodotti sempre più sicuri, certificati e che in linea di massima cercano di essere al pari, per quanto riguarda i controlli di qualità, di prodotti farmaceutici.

Quali sono gli accorgimenti necessari per comprare un buon prodotto al CBD?
Oggi, comprare un buon prodotto significa affidarsi ad un’azienda che da anni opera sul mercato, che segue tutta la filiera del prodotto ma soprattutto che in grado sia di garantire informazioni e visibilità sulle proprie certificazioni ma soprattutto di essere di supporto all’utente anche nella fase precedente all’acquisto.
Un prodotto diventa buono, al di là delle proprietà intrinseche, quando viene consumato in modo consapevole. E oggi le aziende sono sempre di più “glass box”, la percezione del prodotto, del servizio e del brand è sempre più “nudo” e percepito da tutti gli strumenti o azioni che l’azienda attiva verso l’esterno, quindi customer care, processi aziendali, valori.
Ci viene da dire “fortunatamente e finalmente”, è giusto che ogni azienda sia percepita per quello che realmente e non solo per le sue abilità nel fare marketing e comunicazione.

Il CBD è utilizzato anche nel mondo dello sport, in che modo aiuta gli sportivi nella loro attività e quanto si sta diffondendo il suo utilizzo?
Il CBD possiamo affermare che è una realtà nel mondo dello sport. Negli Stati Uniti viene utilizzato dai fighters di MMA che ne sfruttano le proprietà antinfiammatorie, celebre Nate Diaz che si presentò in conferenza stampa svapando CBD. Nella NFL viene utilizzato ed in generale si assiste ad un’apertura all’utilizzo della cannabis terapeutica nel mondo dello sport. L’NBA sta valutando come aprire il mondo del basket a questa nuova ipotesi di cura per gli atleti. Noi di Enecta abbiamo sottolineato quanto il binomio sport e CBD sia stretto sviluppando progetti di comunicazione e marketing, attraverso collaborazioni con atleti di CrossFit e Spartan Race, raccontando le loro esperienze quotidiane e come il CBD sia stato loro di supporto.

Avete dei progetti futuri?
Il nostro futuro è investire nella cannabis, nelle persone, nella cultura, nella conoscenza e nel territorio italiano.
Partendo dalla terra, abbiamo un progetto per rendere la nostra filiera sempre più controllata e qualitativa: stiamo infatti creando un vero e proprio laboratorio dove lavorare sulle genetiche di piante ad alto contenuto di CBD, e allo stesso tempo estendere le coltivazioni di canapa e coinvolgere sempre di più le comunità locali nel processo di produzione e fornitura di biomassa.
Dall’altro lato della medaglia, quello della fruizione del prodotto e della sua accessibilità sia in termini di distribuzione che di “informazione”, stiamo lavorando un progetto collaborativo che coinvolge soggetti e professionisti che gravitano attorno al mondo della Cannabis (medici, accademici e imprenditori), con l’obiettivo di creare una rete tra medici prescrittori di cannabis medica, incentivare e supportare la ricerca scientifica e i ricercatori italiani, offrire un sistema a supporto delle Istituzioni per le politiche e la tutela della salute, sostenere iniziative capaci di innescare processi di sviluppo socio-economico.
C’è moltissimo da fare su questo campo, ma abbiamo l’entusiasmo e le energie per portare avanti questo importantissimo progetto in cui crediamo molto, e in cui credono tutti gli interlocutori che abbiamo coinvolto finora. Enecta non vuole essere o rimanere quindi solo un’azienda che produce prodotti a base di cannabis, ma un attivatore di relazioni e processi positivi nell’ambito della cannabis medica in Italia e, soprattutto, del benessere delle persone in generale.

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