Classe 1987 e originario di Cambiago (MI), Edoardo Tresoldi è ritenuto uno degli artisti più talentuosi della sua generazione a livello mondiale. Inizia a muovere i primi passi frequentando lo studio del pittore milanese Mario Straforini per apprendere l’arte della pittura e successivamente della scultura.

Si sposta a Roma nel 2009 per lavorare come scenografo per il cinema ed entra in contatto con la scena underground della città dove, grazie all’incontro con Gonzalo Borondo, pittore e famoso street artist, il giovane artista trova lo stimolo necessario per trasformare quello che aveva acquisito dietro le quinte del cinema, in un percorso artistico unico nel suo genere e basato sulla creazione di installazioni ambientali in rete metallica.

Come si legge nella biografia presente nel suo sito web «gioca con la trasparenza e con i materiali industriali per trascendere la dimensione spazio-temporale e narrare un dialogo tra Arte e Mondo, una sintesi visiva che si rivela nella dissolvenza dei limiti fisici, con la fusione del linguaggio classico e di quello modernista, generandone un terzo, marcatamente contemporaneo: il linguaggio della trasparenza».

“Etherea” si trova nel deserto californiano del Colorado ed è l’ultima installazione di Tresoldi realizzata in occasione del Coachella Festival 2018, evento musicale tra i più importanti al mondo e caratterizzato dall’atmosfera psichedelica contornata da look stravaganti, parrucche e opere di street art tra le più sorprendenti di sempre. Il lavoro consta di tre strutture identiche per forma in un mix di arte barocca e neo-classica, ma con dimensioni diverse, rispettivamente 10, 16 e 22 metri di altezza capaci di modificare le sensazioni dello spettatore con giochi di trasparenza e luci.

Altri lavori sono ammirabili a Foggia con la basilica paleocristiana, “Archetipo” ad Abu Dhabi, “Pensieri” a Sapri (SA) 2014 in occasione del Festival Oltre il Muro con figure umane intente ad ammirare il mare, “Aura” a Parigi riprendendo due progetti di Gustave Eiffel, “Chained” a Milano e in collaborazione con Gustavo Borondo dove fondono graffiti e scultura o per finire “Il collezionista di Venti” 2013 per il Mura Mura Fest. Una novità stupefacente capace di fondere tradizione architettonica e street art, sostenuta da un interessante dialogo tra pieni e vuoti.

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