“Pericolosi spacciatori” di gelato alla canapa al festival di Forlì

Lo scorso fine settimana si è svolta la terza edizione del Canapa Festival di Forlì. Un evento che si è confermato ancora una volta ben riuscito e molto partecipato. Nei tre giorni di apertura si sono registrati circa 15mila visitatori. La scelta dell’organizzazione di allestire anche per quest’anno il festival in un parco pubblico ad ingresso gratuito ha permesso l’accesso a persone di tutte le età, inclusi bambini e anziani, molti dei quali semplici curiosi che hanno potuto in questo modo assistere alle conferenze sulla cannabis terapeutica, apprendere il funzionamento di una stampante 3d che utilizza bioplastica in canapa o assaggiare pizzette e panini fatti con farina di canapa, scoprendo finalmente che non si tratta di una droga, ma di una farina buona e con ottimi valori alimentari. Insomma, un vero e proprio evento che va al cuore della missione che tutte le fiere dovrebbero avere: concorrere ad una reale normalizzazione della canapa nella cultura dei cittadini.

Una normalizzazione che sta evidentemente creando attacchi di panico ai proibizionisti, forse terrorizzati dalla possibilità che i cittadini inizino a capire che la canapa non è una terribile droga, ma una pianta utile in medicina e nell’industria. Nella tranquilla Forlì l’alfiere del proibizionismo si chiama Francesco Minutillo e fa parte del partito di Giorgia Meloni, Fratelli d’Italia.

Minutillo ha utilizzato il proprio profilo Facebook e i giornali locali per lanciare i propri anatemi. Prima ha lanciato un comunicato in cui attaccava il sindaco per aver permesso un festival che «istiga a consumare droga». Poi si è recato al festival e in una diretta video ha dichiarato, tra varie amenità, affermava che dentro al parco c’era spaccio e portava come “prova” il fatto che ci fossero stand che vendevano accendini e cartine. Un livello di ignoranza che si è trasformato in diffamazione in un altro video diffuso a pochi minuti di distanza nel quale additava come sballati dei ragazzi che semplicemente ballavano musica reggae.

Un attacco infondato e diffamatorio al quale noi di Dolce Vita – che eravamo non solo media partner dell’evento ma anche fisicamente presenti con un nostro stand – abbiamo risposto con il seguente comunicato: «Il signor Francesco Minutillo di Fratelli d’Italia definisce “Manifestazione indegna” il Canapa Festival di Forlì, ma indegne sono le sue dichiarazioni a riguardo, che dimostrano una totale ignoranza in materia. La Canapa non è droga, bensì una pianta utilizzata da sempre in svariati modi, in tutto il mondo e in tutta la storia dell’umanità. Se Minutillo si fosse fatto un giro all’interno dell’evento che tanto critica, avrebbe avuto modo di scoprirlo, magari proprio sfogliando una delle nostre riviste. E avrebbe anche scoperto, che l’Italia fino agli anni ’40 era il secondo produttore mondiale di Canapa e il primo a livello qualitativo: parliamo di Canapa per utilizzi industriali, soprattutto tessili.

Oggi la si sta riscoprendo in tutto il mondo e gli utilizzi alimentari ad esempio, erano ben presenti al Festival di Forlì: pizze, panzerotti, gnocchi, pastasciutte e molti altri prodotti tutti a base di farina di Canapa (con valori nutrizionali da far invidia a qualsiasi farina raffinata)… graditi e apprezzati da centinaia di famiglie presenti. Se l’esponente di FDI – alla disperata ricerca di attenzioni – fosse venuto, avrebbe anche avuto modo di scoprire la stampante 3D che abbiamo ospitato nel nostro stand, che realizza gadget con bio-plastica di Canapa 100% eco-sostenibile. Gli stessi autori del proibizionismo della Cannabis, gli Stati Uniti d’America, hanno capito la follia di tale repressione – e constatato i risultati fallimentari di questa politica – cambiando radicalmente rotta negli ultimi anni e legalizzandola in vari Stati – con risultati eccellenti, come ad esempio in Colorado. Che il signor Minutillo si informi un po’ a riguardo prima di aprir bocca: gli consigliamo il nostro sito www.infocannabis.it».

«Il festival è stata una iniziativa indipendente, senza alcun patrocinio comunale – specifica Claudio, uno degli organizzatori – alle cui conferenze hanno partecipato ricercatori delle Università di Milano, Bari e Camerino oltre alla Fondazione Veronesi. Per tutti i tre giorni sono stati presenti le forze dell’ordine senza alcun problema di ordine pubblico né tantomeno di spaccio».

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