Sono solo piene di gioia le parole emesse nel corso dell’incontro del Comitato del Patrimonio Mondiale in Bahrain.

A note ben scandite, si proclama che: «La Barriera corallina del Belize è fuori pericolo».

Finalmente, dopo quasi un decennio, uno degli ecosistemi più ricchi di biodiversità al mondo è stato rimosso dalla lista UNESCO del Patrimonio mondiale in pericolo. 300 chilometri di barriera – la seconda per estensione dopo quella australiana – possono ora tornare a vivere tempi migliori grazie alle azioni concrete intraprese dal governo del Belize.

Inseritasi nell’elenco dei Patrimoni dell’umanità dell’UNESCO nel 1996, è stata considerata a rischio a partire dal 2009 a causa dei danni provocati dall’edilizia costiera così come dalle estrazioni petrolifere off-shore e dalla mancanza di un quadro normativo in grado di tutelarne il valore.

Per fortuna, grazie soprattutto all’appello promosso dal WWF, da quell’anno le cose sono iniziate a cambiare. Pian piano cittadini, associazioni ambientaliste, organismi internazionali e governo hanno iniziato a collaborare per attuare un’inversione di marcia.

È nel 2016 che si assiste però alla svolta più significativa: l’autorizzazione di test sismici per la ricerca di petrolio, a soli 10 chilometri dal sito, ha infatti provocato una delle mobilitazioni più forti che, dall’anno successivo, inizia a mettere in atto delle vere e proprie rivoluzioni.

A fine del 2017 viene infatti adottata un’importante moratoria sulle esplorazioni petrolifere. Nel 2018 è invece il governo a dire la sua attraverso una regolamentazione della vendita dei terreni pubblici così come tramite l’emanazione di regolamenti stringenti a difesa delle Mangrovie, anch’esse in grave pericolo.

I cittadini del Belize e gli ambientalisti possono ritenersi davvero felici. Noi esseri umani, amanti del pianeta, non possiamo che prendere di esempio il risultato prodotto dall’azione congiunta di organismi diversi. Come si suol dire: “l’unione fa la forza”. Parole sostenute anche dal Direttore Generale del WWF internazionale Marco Lambertini: «Da quando la barriera corallina è stata minacciata dai test sismici per il petrolio, appena diciotto mesi fa, abbiamo assistito ad un’inversione di rotta incredibile. I cittadini del Belize si sono mobilitati per proteggere la loro barriera corallina, con centinaia di migliaia di persone in tutto il mondo che si sono unite alla campagna per salvare un nostro patrimonio comune. Il Belize, collaborando insieme ai cittadini e alle organizzazioni non governative, ha dimostrato che è possibile invertire la perdita della natura e creare un futuro sostenibile».

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