Stefano Balbo

Stefano Balbo è un 57enne con un passato da atleta che non ha mai smesso di lottare per il proprio diritto alla salute. All’età di 24 anni diversi problemi hanno iniziato a tormentarlo portandolo a trovare nella cannabis un farmaco in grado di lenire molti dei fastidi causati dalle patologie che lo affliggono e di vivere una vita dignitosa. Una scoperta fatta quasi per caso durante una cena tra amici che è diventata uno dei motivi di lotta che animano le giornate dell’ex poliziotto, che, dopo aver coinvolto perfino il Vaticano nelle sue battaglie, era stato il primo paziente italiano a ricevere il Sativex, farmaco ad uso orale a base di THC e CBD autorizzato in diversi paesi per diverse patologie, in particolare per trattare gli spasmi ed i dolori dovuti alla sclerosi multipla. Stefano Balbo è il vice presidente di ACT, l’associazione per la cannabis terapeutica fondata dal dottor Francesco Crestani diversi anni fa, ed è anche vicepresidente di un Cannabis Social Club di Bolzano, nato per chiedere ufficialmente al governo italiano il permesso per coltivare e distribuire cannabis, facendo informazione sul suo valore medicale tramite il supporto di medici, farmacisti ed infermieri.

Sei passato dall’essere poliziotto a diventare un attivista per la cannabis medica. Come è successo?

Stefano Balbo e Peter Grünfelder, presidente del CSC di Bolzano

Premetto che ero in Polizia Stradale, quindi notoriamente non svolgevamo indagini anti-droga. I morti che ho visto erano causati dall’alcol, le macchine che procedevano lentamente erano guidate da fumatori di canapa, non ricordo di avere mai rilevato un incidente con soggetti fumati o di aver partecipato ad un arresto per questioni di “fumo”. Sono passati diversi anni, non avevamo mezzi, se fermavi un ubriaco lo fermavi per poche ore per manifesta ubriachezza, se fermavi uno con della canapa lo facevi su segnalazione, all’epoca non esistevano Giovanardi e le sue leggende.
Con il tempo mi sono ammalato di un fortissimo diabete, Sclerosi Multiplaa, cancro e Styff Man Sindrome. Amici di ospedale sono morti, quindi ho pensato “se faccio le stesse cose non mi devo meravigliare di avere sempre gli stessi risultati”, ho aperto il mio cuore nel provare qualsiasi altro compromesso.

In questi anni la cannabis come ti ha aiutato nei confronti delle patologie da cui sei afflitto?La canapa non guarisce nulla. Farmaco di prima scelta può essere considerato un antibiotico. La canapa è un farmaco complementare sintomatico, ti alleggerisce la vita. La canapa mi fa riposare, mangiare, bere, dormire e dimenticare, quindi l’effetto nocebo (il contrario dell’effetto placebo che indica le reazioni negative o indesiderate che un soggetto manifesta a seguito della somministrazione di un farmaco innocuo, ma da esso percepito nocivo, ndr) generato dalla mente si cancella. Per fare un esempio è come dare un paio d’occhiali a un ipovedente: resti ammalato, però leggi, guidi e vivi sereno.

Di cosa ti occupi per ACT?
Ho preso contatti con ACT (www.medicalcannabis.it) nel 2005, per questioni di salute mi ero interessato alla canapa medica. All’epoca era l’unica associazione “apartitica” che parlava di canapa per utilizzo medico, l’impronta “evoluzionista” dettata dai membri fondatori mi era piaciuta, grazie al loro aiuto ero riuscito a “muovere le acque”, così per primo in Italia avevo ricevuto il Sativex (farmaco cannabinoide) con 7 anni di anticipo rispetto il nostro bel Paese. Nel 2008 avevo subito un aggravamento delle mie patologie, mi avevano dato un mese di vita, un tumore mi aveva compromesso una vena femorale e le speranze erano davvero poche. I membri di ACT, forse per incoraggiarmi, mi avevano eletto vice presidente dell’associazione e la responsabilità a tenere duro mi è servita per superare un periodo difficile sia fisicamente che psicologicamente: l’effetto “nocebo” della malattia uccide di più della stessa patologia. Da allora aiuto come posso tutti i pazienti che mi chiedono informazioni mediche sulle leggi che consentono l’utilizzo di farmaci cannabinoidi.
Premetto che non sono un medico, lo è la mia compagna. Nei casi più complessi, agevolo gli ammalati a ricevere una ricetta medica: fra i numerosi pazienti c’è un sacerdote, un carabiniere e diversi ultra ottantenni. Da un paio di anni sono anche vice presidente di un Cannabis Social Club di Bolzano; l’impronta è quella di ACT, viene frequentato da dottori e ammalati, i risultati sono quotidiani, ogni mese ne parlano positivamente i giornali locali e le varie reti televisive (anche austriache).

Come vedi la situazione italiana riguardo la canapa medica?
Rispetto a 12 anni fa è decisamente meglio, ma siamo ancora lontani rispetto a quello che serve. Per fare un esempio nel 2016 sono stati dispensati 350 kg di canapa olandese, spesso fatta pagare salata ai pazienti. In Canada che ha metà degli abitanti italiani, sono stati distribuite quasi 9 tonnellate, senza contare che a molti pazienti viene data la genetica e la licenza per arrangiarsi autonomamente! Si evince che abbiamo una classe politica inadatta, i nostri ministri della Salute hanno dato il peggio di loro stessi, basti ricordare Poggiolini, De Lorenzo e Sirchia, per non farci mancare nulla anche diversi assessori della Salute regionali hanno pensato a rubare anziché ascoltare e risolvere i problemi dei pazienti. C’è una eccezione ed è stata il ministro della Slaute Livia Turco (che ha legalizzato i trattamenti medici con i cannabinoidi nel 2007, ndr). Il suo lavoro stava dando ottimi frutti, purtroppo si è trovata dei saccenti politicanti che la hanno ostacolata non poco! I politicanti si chiamavano Fini e Giovanardi. Mentre Fini ha ottenuto qualche voto (al quale bisogna portare rispetto), Giovanrdi non lo ha eletto nessuno. E’ nato oltre 25 anni fa dalle ceneri di “tangentopoli” e non ha mai fatto nulla, eccetto prendersela con i familiari delle vittime di Ustica, gli omosessuali e i consumatori di canapa ed ha partorito una legge incostituzionale che portava il suo nome. Purtroppo ha fatto numerose vittime e le sta facendo ancora adesso! Giovanardi dice stupidaggini e le ripete di continuo al punto da crederci lui stesso. Usa il principio della “rana bollita” ( Noam Chomsky ).
Sostiene che bere del buon Lambrusco è salutare. Però ha sempre omesso di pubblicare una ricetta con la prescrizione e la raccomandazione di bere Lambrusco, inoltre non mi risulta che nessuna farmacia venda del vino “medicale”! L’alcol uccide ogni anno in Italia 30mila persone, di canapa per uso medico o ludico non è mai morto nessuno, per garantirsi clienti e voti, manda i ragazzi a San Patrignano a coltivare 120 ettari di vigne a costo zero.

Come giudichi la produzione italiana di cannabis?
Non posso dire molto, sarei un “saccente” al pari di chi la critica solo perché ha coltivato qualche pianta nel proprio armadio. Ho letto numerosi commenti negativi riguardo pazienti ho loro amici che la hanno criticata fumando pochi milligrammi. Posso dire che siamo messi meglio di altri paesi europei, hanno bisogno di aiuto e di suggerimenti da noi pazienti. Ricordo che “solo la dose fa in modo che il veleno non faccia effetto”. Quindi trovo una perdita di tempo discutere sulla FM2 (equivalente del Bediol) confrontandola al Bedrocan o una Amnesia, avendo a disposizione pochi grammi. Giudico la produzione e distribuzione ostacolata da personaggi come la Lorenzin e suoi collaboratori, quindi il problema resta sempre politico. Una colpa forse è anche nostra, ci girano le scatole e spesso non andiamo a votare. Nei Paesi dittatoriali è ostacolato il voto, stiamo facendo il gioco dei nostri politicanti, non li votiamo e si eleggono da soli, poi siamo i primi a farci del male da soli.

Tra i recenti problemi per il prezzo della cannabis in farmacia ed il decreto Lorenzin di fine 2015 sembra che ci si dimentichi sempre delle necessità dei pazienti, che ne pensi?
Quando si ascolta una predica bisogna guardare da quale pulpito parte. La Lorenzin è impegnata a svolgere “crociate” che portano vantaggi alle case farmaceutiche e alle sue forze politiche, il primo obiettivo è curare gli interessi delle lobby e non perdere voti. La società dividiamola in creazionisti e in evoluzionisti. I creazionisti esprimono le loro teorie con la Bibbia in mano, gli evoluzionisti con qualche fossile in mano o magari una tessera di partito liberale. Sono certo che è solo una questione di tempo, molti paesi proibizionisti americani e lo stesso Canada hanno impiegato oltre 20 anni per rendere più agevole l’uso e il consumo della canapa. Quindi la politica dei prezzi fatta dalla Lorenzin non la condivido ma la capisco.

Quali sono le priorità per i pazienti?
Forse è più facile chiedermi la combinazione del super enalotto. La prima priorità è restare uniti, io stesso sono stato infamato da un paio di saccenti anti-proibizionisti, accusato di essere pagato da case farmaceutiche o di essere una potenziale spia delle forze dell’ordine. La priorità è agevolare quanto prima la canapa terapeutica, eliminare i costi al paziente e garantire la cura. Pochi mesi fa ho letto la storia di un ammalato di SM andato a praticare l’eutanasia in Svizzera: gli ammalati hanno bisogno di alzare le endorfine e di politici come la Bernardini che rischiano la galera per portarti a casa un farmaco che può salvarti la vita, non abbiamo bisogno di taxisti che ti portino a crepare.

Come vedi il futuro di questo farmaco nel nostro Paese?
Sono ottimista, se per oltre 70 anni è stato negato non è motivo per rinunciare ad insistere. Nel 2005 sono stato etichettato come potenziale “drogato”, ora ho una compagna che è medico e prescrive quotidianamente la canapa, sono orgoglioso perché vede gli effetti su me e in due anni non è morto nessuno dei suoi pazienti. Numerose farmacie galeniche hanno il farmaco, ora dobbiamo fare solo “resistenza sanitaria” e sdoganare tutti i nostri diritti. “Salute” a tutti e un abbraccio di cuore.

 

 

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