La California sta celebrando con lunghe code davanti ai dispensari l’inizio del mercato della cannabis. Da ieri è diventato operativo il risultato del referendum con il quale i cittadini hanno approvato la legalizzazione totale del mercato nel novembre 2016 e tutti i cittadini maggiorenni dello stato possono acquistare legalmente cannabis.

La California è diventato così il sesto stato americano a legalizzare le droghe leggere non solo per uso terapeutico ma anche ricreativo, dopo Colorado, Washington, Oregon, Alaska e Nevada, mentre Massachusetts e Maine si apprestano ad unirsi al gruppo degli stati riformatori nei prossimi mesi.

In California la cannabis era già legale dal 1996 per scopi terapeutici ed ottenere la ricetta che autorizzava il consumo per molte patologie anche leggere era relativamente semplice. Questo non ha però diminuito l’entusiasmo dei cittadini, che si sono posti disciplinatamente in fila già dalle prime ore dell’alba aspettando l’apertura dei 90 dispensari già operativi.

La legge californiana permette ora anche l’autoproduzione e ogni cittadino maggiorenne potrà coltivare per scopi di consumo personale fino a 6 piante di cannabis, con l’unica regola di farlo in aree della propria abitazioni non visibili dai passanti. Il consumo sarà invece vietato in pubblico e in automobile, oltre che in tutti i luoghi pubblici dove già era vietato quello di sigarette.

Il fatturato previsto è di 7 miliardi di dollari annui. Lo stato ha introdotto una tassa del 15% su ogni acquisto di un prodotto a base di cannabis. Tra tasse statali e locali il consumatore potrebbe finire col pagare una tassa pari al 45% del totale. Questa novità porterà nelle casse dello stato della California circa 1 miliardo di entrate fiscali all’anno.

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