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Se non vi piacciono gli sprechi e volete avere un’impronta ecologica sul territorio sapere come fare il compost vi tornerà utile. Il modo più ecologico, infatti, per smaltire i rifiuti organici è quello di trasformarli in concime organico naturale, meglio conosciuto come compost, grazie al processo di compostaggio.

Il compostaggio è un processo biochimico, controllato e localizzato, durante il quale molecole complesse vengono degradate in elementi più semplici grazie a muffe, batteri e animaletti come lombrichi e insetti. Le sostanze vegetali costituite da molecole organiche di varia natura (tipo cellulosa, zuccheri, amido, grassi etc.) hanno un elevato tenore energetico ed è proprio di queste molecole che i batteri si nutrono. Se insieme ad esse è poi disponibile anche una adeguata quantità di azoto, aria ed acqua gli organismi si moltiplicheranno e contribuiranno alla digestione e al degrado della biomassa iniziale favorendo così il processo di compostaggio. Questo processo si suddivide in tre fase principali: preparazione della miscela, decomposizione della materia organica e maturazione.

Per prima cosa è bene sapere quali sono gli scarti da usare, sicuramente gli avanzi di cucina vegetali, il pane raffermo, i fondi di tè e caffè ed i gusci delle uova: ad essi possono essere aggiunte foglie e piantine secche ma anche segatura e legno ben sminuzzato. Assolutamente da evitare sono carte e cartoni stampati, legno verniciato, vetro e ceramica, plastica o ossa che si degradano lentamente, e anche carne, pesce e formaggi che attirano molti animali. Un buon compost dipende dai rapporti tra le varie sostanze messe insieme quali massa dei componenti verdi (erbacce, vegetali etc.) e bruni (paglia, foglie, scarti ignei etc.), dove i primi hanno una preponderanza di azoto e gli altri di carbonio. La percentuale di questi due componenti caratterizza dunque la qualità del compost, in genere la quantità di carbonio deve essere circa 20 volte superiore a quella di azoto.

Se si vive in campagna o si ha un giardino è possibile praticare il semplice compostaggio a cumulo. Basta scegliere un’area del giardino, lontano dall’abitazione, e delimitarla con un’apposita rete metallica fissata a delle assi o con del legno. Dopodiché bisogna creare una base drenante per non favorire il ristagno d’acqua fatta da sterpaglie e rami a cui si sovrappongono gli scarti alternati a sottili strati di compost già pronto fino a che non si forma il cumulo. Il cumulo va rimescolato o bagnato se si compatta o se si secca troppo.

Per la città invece è necessaria una compostiera, alcuni comuni incentivano il compostaggio domestico tramite sconti sulla tassa dei rifiuti e rimborsando o fornendo la compostiera, che in ogni caso si può acquistare a poco o si può costruire in casa con un bidone di grandi dimensioni o un contenitore simile. Per prima cosa bisogna rivestire il bidone con una rete a maglia fine ben fissata, dopodiché si aggiunge uno strato di plastica bucherellata. Conclusi questi passaggi con un trapano o un avvitatore è necessario fare alcuni fori sul fondo e sui lati per far circolare l’aria e far scorrere i liquidi verso l’esterno e infine è opportuno coprire il fondo con dell’argilla per evitare che il compost marcisca.

Adesso si possono aggiungere i rifiuti organici, in strati da 15-20 cm, su un primo strato di rami di alberi che favoriscono la circolazione dell’aria ed evitano il ristagno, è consigliato aggiungere anche un po’ di terriccio per facilitare la riproduzione dei lombrichi. Ripetere quindi la procedura finché non si sarà riempito.

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Se produce cattivo odore è probabile che ci sia un eccesso di parti umide ed occorre aggiungere materiale marrone, oppure è collegato alla mancanza di ossigeno ed in questo caso è necessario rivoltare frequentemente il compost. La miscela deve risultare soffice e non compatta per favorire il passaggio d’aria fondamentale per il processo di prolificazione dei batteri.

In genere il tempo di compostaggio è variabile, motivo per cui si distinguono essenzialmente tre tipi di compost:

compost fresco (2/4 mesi): compost ancora in corso di trasformazione biologica. È un prodotto ricco in elementi nutritivi fondamentali per la fertilità del suolo e la nutrizione delle piante.
compost pronto (5/8 mesi): compost già stabile in cui l’attività biologica non produce più calore, a causa delle trasformazioni più lente ha un effetto concimante meno marcato.
compost maturo (12/18/24 mesi): compost che ha subito una fase di maturazione prolungata; è il compost che possiede il minor effetto concimante ma che presenta caratteristiche fisiche e di perfetta stabilità idonee al contatto diretto con le radici e i semi anche in periodi vegetativi delicati (germinazione, radicazione ecc.).

A questo punto il compost fatto in casa è pronto e può essere utilizzato sia per l’orto che per il giardino senza adoperare fertilizzanti o concimi aggiuntivi.

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