img1Per capire quanto la tradizione del Chianti sia radicata nel sito dell’abbazia di Coltibuono, splendida pieve immersa nei verdi boschi della campagna di Greve in Chianti, basta dire che le prime vigne furono impiantate addirittura alla fine del XI secolo. Dai tempi dei monaci benedettini vallombrosani si sono succeduti nei secoli i proprietari e le destinazioni d’uso più disparate, ma sempre con una costante: la cura e il rispetto dell’ambiente e la custodia della tradizione vitivinicola.

Naturalmente il prodotto simbolo è il Chianti classico che nella versione Riserva DOCG raggiunge livelli qualitativi altissimi: abbiamo assaggiato l’annata 2013 e nonostante si possa suggerire un invecchiamento ulteriore già se ne apprezza la perfezione tecnica.

Rosso rubino intenso e consistente, al naso complesso ma fine con un bouquet che spazia dal fruttato all’etereo con sentori di legno, spezie, terra e selvaggina. 
Il tannino è forte, determinando un vino poco morbido e decisamente spostato verso le durezze, anche se in parte bilanciato dal calore dei 13,5 gradi di alcool. 
In bocca è molto intenso e persistente, come è legittimo aspettarsi da un vino con questo pedigree. Facile quindi pensare di abbinarlo ai grandi piatti del territorio: in primis la selvaggina ma anche primi piatti complessi a base di legumi e farinacei. Un’esperienza gustativa ed emozionale unica è sorseggiare un bicchiere tra le mura dell’abbazia, immersi nel meraviglioso giardino all’italiana tra gli scorci aperti sul panorama circostante.

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