Giovanni Serpelloni, ex capo del Dpa

Giovanni Serpelloni, ex capo del Dpa

Navigando sono entrato nel sito del DPA e con grande sorpresa mi sono imbattuto, nella home page, in una dicitura che recita “Sito in aggiornamento”.
Non dovrebbe suscitare stupore la manutenzione di un sito così importante, se non temessi che, in realtà, questa dizione nasconda una incomprensibile (a noi fuori dei salotti della politica e del potere) situazione di stallo che affligge il Dpa e che è specchio della strategia governativa in materia di stupefacenti.

Dico subito che l’esonero del dott. Serpelloni e l’acquisizione temporanea di ogni responsabilità nelle mani del Primo Ministro dovrebbero costituire un’occasione storica per ripensare il Dpa e le sue funzioni. Un Dpa che mutasse pelle e da braccio armato di politiche esclusivamente repressive, divenisse organo tecnico-scientifico, con ovvie implicazioni politiche, per l’elaborazione di progetti normativi e di informazione e di prevenzione, con la partecipazione di quelle rappresentanze che operano nel mondo delle dipendenze da sostanze, avrebbe a mio avviso un senso compiuto. Ma così non è.

Il successore di Serpelloni e’ stato indicato ufficiosamente in Patrizia De Rose, che pur essendo funzionario dello Stato di lungo corso ad altissimi livelli, non pare munita di quella preparazione e specifica competenza che la materia impone. È pensabile che la prescelta si trovi in stand by, e nel frattempo le sia stato consigliato di fare un corso accelerato didattico di studio sul dpr 309/90, visto che non abbiamo sue notizie, ne sappiamo se ella abbia assunto la carica e le funzioni.

Vi è, quindi, un grave vuoto di rappresentanza e gestione che a mio avviso testimonia il confuso disinteresse che il prode Presidente del Consiglio nutre per una materia, quella degli stupefacenti che certamente egli reputa non possa garantirgli consensi elettorali.

Sintomatica è dunque l’inoperatività del Dpa (che è pure organo posto alle dirette dipendenze della Presidenza del Consiglio dei Ministri) e al contempo l’assordante silenzio del Ministro di Giustizia il quale esprime ormai, in relazione ai suoi compiti istituzionali, un’autorevolezza prossima allo zero.

Serve a tutti, comunque ci si approcci al pianeta delle dipendenze, un Dpa nuovo, con funzioni inedite e concrete, che non sia cimitero degli elefanti o luogo di consolazione per amici, parenti o politici in caduta libera. Vedremo, quindi, cosa succederà, fermo il fatto che anche questo governo non pare sensibile a riconsiderare il vigente sistema pur in presenza di un fermento giurisprudenziale che mai si è riscontrato dal 1993 ad oggi.

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One Comment

  1. Nel merito dell’articolo sul DPA sono totalmente d’accordo. Nulla si sta facendo. Anzi, pur di non decidere preferiscono distruggere. Aggiungo una cosa che ritengo importante: l’Osservatorio Europeo sulle Droghe e Tossicodipendenze da tempo ha avviato l’EARLY WORNING SYSTEM, un network per monitorare l’abuso di nuove droghe sintetiche, chiedendo ad ogni Stato membro di fornire informazioni in merito su tutto il territorio nazionale e di allertare i centri antiveleni, i prontosoccorso, le tossicologie forensi ecc., con il fine ultimo di inserire le singole sostanze nelle tabelle delle sostanze da controllare. L’ultimo aggiornamento del T.U. 309/90 di maggio 2014 ha previsto che il pronunciamento finale sulle singole sostanze sia non del DPA ma dell’Istituto Superiore di Sanità. Orbene questo non avviene e non avverrà almeno fino a marzo 2016, poiché il http://www.allertadroga.it è in mano alla ULSS 20 di Verona che si sostituisce in tutto e per tutto al suddetto Istituto, poiché molti progetti relativi al “Sistema di allerta sulle droghe sintetiche” sono stati finanziati proprio a Verona. Ma, a parte la volontà dell’allora Capo del DPA dr. Serpelloni di mandare acqua a quel mulino, credo sia giusto chiedersi:
    – PERCHE’ CONTINUARE A PRIVARE LO STATO ITALIANO DI UNO STRUMENTO COSI’ IMPORTANTE ?
    – PERCHE’ DISATTENDERE LA LEGGE IN QUESTO MODO?
    – PERCHE’ ANTEPORRE GLI INTERESSI DI UNA ULSS 20 A QUELLI DELL’ENTE DI RICERCA PIU’ QUOTATO CHE ABBIAMO IN ITALIA?
    Credo sia arrivato il momento di fare luce sulle dinamiche decisorie generali che mettono a dura prova la capacità organizzativa e strutturale di chi dovrebbe e potrebbe dare corpo, una volta per tutte, alla volontà del legislatore (ISS) che viene disattesa per chissà quali interessi.
    Milioni di euro sono stati spesi per creare un giocattolo che sarebbe servito solo a far tornare a Verona Serpelloni con tutti i santi crismi. Ma è cosa di questi giorni che a Vienna, alla settimana annuale di lavori dell’UNODC, abbiano iniziato proprio parlando di droghe sintetiche e che l’OMS abbia identificato in esse un pericolo sanitario molto molto rilevante.
    OCCORRE SENSIBILIZZARE SUL TEMA L’OPINIONE PUBBLICA.

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