Dal 2 gennaio 2018 i pazienti italiani che utilizzano cannabis medica, hanno cominciato a fare tutti la stessa domanda: «Quando torna la cannabis medica nelle farmacie?».

La risposta è (era): «Fine gennaio», convertita in un realistico «inizio febbraio». A causa degli aspetti burocratici, festività, pagamenti, ecc. La cannabis medica è riapparsa nelle Farmacie italiane a inizio febbraio 2018.

Tutto bene quindi? Ovviamente no. Arriva meno, ma molta meno cannabis di quella che serve. E quella che arriva sparisce, per l’elevatissima richiesta, nel giro di pochi giorni. Ore, a volte.
 Perché c’è poca cannabis?


Tre motivi:
1. La richiesta all’Olanda è elevatissima e le scorte a gennaio 2018 non sono sufficienti per soddisfare tutto il quantitativo richiesto da Italia, Germania, Danimarca, Olanda stessa, ecc. Motivo per il quale gli invii dall’Olanda vengono scaglionati nel corso dei mesi.
2. La cannabis canadese arriverà da marzo/metà marzo. Quanta? 100 Kg (tutto l’importo del bando, in pratica) forse in una unica soluzione sarebbe auspicabile. Ma finirà subito.
3. La cannabis italiana FM2… Ehm… Per dare l’idea, personalmente arrivata in 100 grammi (su 1000 grammi richiesti), esauriti in giornata, poi più nulla.

Altre note per illustrare meglio il quadro della situazione:
• Alcuni importatori di cannabis che hanno chiesto cannabis all’Olanda, si sono visti rispondere che il quantitativo richiesto (es. 50-60 Kg) non era evadibile, anche in considerazione del fatto che sommando le varie richieste arrivate dall’Italia, si era già vicini al limite di importazione annuale di 250 Kg.

• In questo momento si assiste a quella che è chiamata rottura di stock: la produzione è insufficiente e, oltre a dover soddisfare la normale richiesta, si deve soddisfare tutto l’arretrato (code formate), l’incremento della richiesta e le nuove prescrizioni. E ciò risulta impossibile con la produzione/importazione attuale. È come voler riempire una vasca da bagno con il tappo aperto e il rubinetto che gocciola soltanto…

Come uscire da tutto questo? Senza voler finire in slogan e movimenti, la soluzione è una sola: magari anche solo temporaneamente, ma aumentare enormemente l’importazione dal Canada, in cui vi è disponibilità di tonnellate di varietà di cannabis, in modo da soddisfare in breve tempo tutta la domanda.

Poi, una volta risolta stabilmente e definitivamente l’emergenza e il fabbisogno di cannabis, ripensare a come ripartire.

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