Diversi membri dell’amministrazione Trump in questi mesi sono usciti allo scoperto con dichiarazioni minacciose contro la legalizzazione della cannabis, incluso il potente capo del Dipartimento di Giustizia Jeff Sessions, che ha ammesso come il suo staff stia studiando come contrastare l’erba legale. Tuttavia gli ultimi sondaggi e le notizie in arrivo da molti stati fanno capire che la battaglia di Trump per riportare il proibizionismo negli Usa non sarà agevole.

Nei giorni scorsi è stato pubblicato il risultato di un sondaggio sulla legalizzazione commissionato proprio dal governo Usa. Ne è emerso che oggi sono ormai il 57% degli americani che supportano la legalizzazione della cannabis. Un risultato che appare ancor più netto se confrontato con i risultati che lo stesso sondaggio (che viene ripetuto ogni due anni dal 1973)  aveva ottenuto in passato.

Negli anni 70′ erano infatti meno del 20% gli americani che sostenevano la legalizzazione, ed anche 4 anni fa erano al 50%. Significa che mentre la legalizzazione ha iniziato a mostrare i propri risultati negli stati dove è stata attuata sono aumentati i suoi sostenitori, evidentemente convinti dai risultati raggiunti in termini sociali, economici e di sicurezza.

Forti anche dei sondaggi ci sono ben sette stati Usa che stanno intraprendendo il cammino per una riforma delle proprie leggi sulle droghe leggere, puntando a raggiungere gli 8 stati dove le leggi sulla legalizzazione sono già state approvate.

In Illinois, Delaware e Rhode Island sono in fase di approvazione dei disegni di legge in favore della legalizzazione della cannabis anche a scopo ricreativo (l’uso medico è già legale in tutti e tre gli stati), in particolare la proposta di legge dell’Illinois, che prevede anche l’apertura di tre centri di produzione legale di marijuana, pare in dirittura d’arrivo.

Una legge per la legalizzazione è allo studio anche in Michigan, mentre in Vermont e New Jersey si stanno studiando nuove norme per ampliare l’accesso alla cannabis dietro ricetta medica. In Arizona, infine, una iniziativa per la legalizzazione è allo studio e presto potrebbe essere annunciato un nuovo referendum (dopo quello bocciato di misura dello scorso anno).

Nel frattempo, gli stati dove la cannabis è già legale non hanno alcuna intenzione di farsi fermare dal nuovo inquilino della Casa Bianca, a cominciare dal Colorado e dalla California, i cui governi stanno già pianificando le contromosse per contrastare la svolta proibizionista di Washington.

Se davvero Donald Trump, tra una bomba in Siria e una minaccia alla Corea del Nord, vorrà entrare in guerra anche contro la cannabis dovrà fare i conti con una resistenza assai determinata.

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