Molte delle esperienze rivoluzionarie del secolo scorso si basavano sul cambiamento della società tramite la conquista del potere dello stato, con le buone o con le cattive: vedendo quindi le istituzioni come uno strumento che può fare gli interessi di ricchi e poveri. Ma lo stato fa parte del sistema capitalistico per cui la rivoluzione, secondo Holloway, sociologo associato al movimento Zapatista, deve essere pensata a prescindere dallo stato e dal suo potere.

Il sociologo irlandese apre una riflessione sull’utilità del potere e su un’idea diversa di rivoluzione, che possa attuarsi senza prendere il potere e che sia proiettata nella costruzione di un altro fare.

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