È un film che nelle intenzioni del genio cupo e riflessivo di Franco Maresco sarebbe dovuto essere un’inchiesta sul politico italiano più chiacchierato degli ultimi anni, e che si è trasformato in un ritratto dell’Italia di oggi; un racconto che fa riflettere e spesso ridere amaramente, sulla Palermo in cui la parola Mafia non si pronuncia mai e dove il mito delle televisioni e della voglia di riscatto ha creato l’idolo “Belluscone”.

Il racconto si snoda seguendo le peripezie di Ciccio Mira, settantenne impresario nonché manager indiscusso dei cantanti neomelodici mentre lo storico Tatti Saguineti continua la ricerca del regista depresso e scomparso, che ha interrotto la lavorazione del film.

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