E’ inutile negarlo, siamo di fronte ad una migrazione epocale.
Ed è onestà raccontare che il fenomeno nei prossimi anni diverrà ancora più drammatico visti gli sconvolgimenti ambientali che si annunciano in tante aree a ridosso del Sahel dove la desertificazione avanza. E’ ora di intervenire alle radici del problema. Tutto il resto sono chiacchiere e demagogia.

Per molto tempo la Libia ha fatto da argine a questi flussi. In Libia tanti migranti trovavano lavoro e ragioni di vita. Una folle guerra umanitaria l’ha resa terra di nessuno in balia di bande armate e trafficanti. Le città nere della Libia sono state rase al suolo. La Francia che tanto ha voluto quella guerra, ora si permette di bloccare l’accesso a profughi e immigrati. La Francia, e le altre potenze coloniali, che tanta responsabilità hanno nel disastro africano dal quale continuano a ricavare immense ricchezze, hanno lasciato sola l’Italia di fronte all’assalto dei disperati da loro provocati. Non è più possibile tollerarlo.

L’Unione Europea che ha finanziato il dittatore turco per bloccare i flussi migratori della rotta balcanica deve riconoscere all’Italia un sostanzioso aiuto finanziario per l’accoglienza che sta offrendo. Vanno organizzate strutture di accoglienza umane e che, utilizzando tanta nostra disoccupazione giovanile, forniscano formazione professionale, cure sanitarie e quant’altro sia utile.

L’Unione Europea deve sostenere la creazione di centri di accoglienza in Niger e negli altri paesi a ridosso del Sahara aventi le stesse caratteristiche e che evitino le mortali traversate del deserto o del Mediterraneo. Sulla Libia attuale non si può far conto. Significa aiutare trafficanti, stupratori e sequestratori che dell’immigrazione hanno fatto fonte di finanziamento.

Tutto questo, però, da solo non basta.

L’Africa va liberata dal neocolonialismo di tanti paesi europei.

Le multinazionali che operano in Africa devono essere assoggettate alla legge, costrette a rendere trasparenti i propri bilanci e l’approvvigionamento di materie prime, a pagare il giusto compenso ai lavoratori africani e le giuste royalties ai paesi produttori di materie prime.
Le banche e le istituzioni finanziarie europee non devono essere più le casseforti dei tiranni al potere e delle loro ruberie.
Quanti hanno voluto e vogliono tanti conflitti africani per meglio sfruttare quel continente devono essere perseguiti come criminali contro l’umanità.

Il piano Marshall per l’Africa deve partire da questo e dal facilitare la trasformazione in Africa delle materie prime di cui è ricca. Ad oggi , un diktat spaventoso, criminale ed inumano, lo impedisce.
Se non si fa, e subito, tutto questo, è assurdo sperare che l’esodo si interrompa.

Sarà l’inferno e non ci salveranno da questo inferno i tanti demagoghi alla Salvini capaci solo di istigare odio tra poveri pur di divenire più potenti. Se fossero gente seria avrebbero messo mano a queste questioni quando erano al governo.

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