La Nigeria potrebbe essere il prossimo stato africano a dichiarare legale l’utilizzo della cannabis a fini medici e ad allentare le norme repressive che regolano spaccio e consumo a fini ricreativi. Il dibattito è all’ordine del giorno da un po’ di tempo e nei giorni scorsi è arrivata l’importante presa di posizione di un rappresentante Onu nel paese africano.

“LA CANNABIS È UN FARMACO MIRACOLOSO”. Il responsabile del progetto dell’ufficio delle Nazioni Unite contro la droga e il crimine in Nigeria, Harsheth Kaur Virk, è stato invitato a parlare al Senato davanti alla “Commissione droga, narcotici e salute” che si sta occupando di discutere le modifiche al testo di legge. Qui ha affermato che la marijuana è un farmaco miracoloso consentito per ragioni mediche dalle convenzioni internazionali. Un modo per inserirsi in un dibattito che, secondo alcuni esperti, potrebbe portare nei prossimi mesi a novità concrete. Il rappresentante Onu ha anche chiesto al governo di rivedere le leggi che regolano il consumo di droghe illecite: «Vediamo ogni giorno come il carcere non serva a migliorare le persone con problemi di droga, che invece necessitano di trattamento, cure e riabilitazione».

IN AFRICA SOFFIA FORTE IL VENTO DELLA RIFORMA. La Nigeria si inserisce in un quadro che mostra sempre più paesi dell’Africa aprire verso una riforma delle leggi sulla cannabis. Mentre l’Europa è ferma al palo, nel continente africano è in atto una inversione di tendenza totale che dopo decenni di proibizionismo sta portando sempre più nazioni ad approvare la depenalizzazione del possesso e della coltivazione di cannabis a uso personale. Nei mesi scorsi lo Zambia ha approvato una norma che legalizza l’utilizzo di cannabis a fini medici e ne autorizza la produzione in centri approvati dallo stato, mentre il Sudafrica ha depenalizzato il possesso e la coltivazione di cannabis a scopo di consumo personale.

L’ATTUALE LEGGE NIGERIANA PREVEDE PENE DURISSIME. Attualmente le leggi sulle droghe illegali in Nigeria sono molto severe. La legge n.48/1989 prevede che il possesso, il consumo ed anche il solo favoreggiamento del consumo (come ad esempio consentire l’utilizzo di cannabis nel proprio locale) siano puniti con pene che partono dai 15 anni di reclusione e possono arrivare fino all’ergastolo. Come ad ogni latitudine, anche in Nigeria la cieca repressione è servita a rendere le carceri piene di cittadini, ma non è riuscita in alcun modo a scalfire i consumi. Di fatti la Nigeria è ritenuto il paese africano dove è maggiormente diffuso il consumo di marijuana, con un tasso di consumatori stimato al 22%.

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