Distributori automatici, come quelli degli snack e delle bibite, nei quali a qualsiasi ora del giorno e della notte chi vorrà potrà rifornirsi di cannabis a contenuto legale di THC come di qualsiasi altro prodotto a base di canapa: birre, drinks, bibite, bevande calde, merendine e anche cosmetici. È quanto sta per essere lanciato sul territorio italiano, dove questi distributori si chiameranno Joint24.

L’iniziativa commerciale parte da una ditta specializzata in distributori automatici con sede a Roma. L’obiettivo dichiarato è quello di aprire, in franchising, 40 punti di distribuzione Joint24 in tutta la penisola, a cominciare da Roma, Cagliari e Milano dove dovrebbero essere inaugurati nelle prossime settimane.

La ditta in questione si occupa di distributori automatici di ogni settore merceologico e definisce sui propri comunicati quello della canapa come “il mercato più interessante degli ultimi 20 anni”. Un’idea che probabilmente ha una base di verità anche in un paese come l’Italia dove non vi è ancora stata nessuna legalizzazione del consumo, visto il successo della “cannabis light”, attorno alla quale nel giro di pochi mesi si è creato un indotto importante che coinvolge coltivatori, produttori e distributori.

Sinceramente, a noi di Dolce Vita, questa operazione non piace molto. Sicuramente era inevitabile ci si arrivasse, viviamo in un mondo dove ogni cosa è merce e prima o poi – con l’aumentare del suo valore commerciale – doveva avvenire anche per la canapa. Da un certo punto di vista qualcuno potrebbe dire anche che questo serve a “normalizzare” la cultura della canapa, tuttavia non è questo il modello di distribuzione che auspichiamo.

Una cosa è la vendita di fiori, semi e prodotti derivati in un canapaio o un growshop. Luoghi certamente che si occupano di business ma dove è (o almeno dovrebbe essere) ben presente il lato comunicativo del commercio, fatto di informazione e cultura sugli usi della pianta. Alcuni di questi growshop hanno anche distributori automatici dove acquistare prodotti al di fuori dell’orario di apertura e già esiste un’azienda che fornisce questo servizio, ma rimangono comunque presidi fisici, dove ognuno può entrare e informarsi in tutto l’arco della giornata. Diverso è passare a concepire la pianta come un semplice prodotto merceologico, da distribuire come fosse Coca-Cola, da parte di imprenditori che nulla hanno a che vedere con la sua cultura.

La Mistral Service, ideatrice del GrowShop 24H, propone ad esempio una soluzione diversa da quella del franchising. Questa azienda è entrata in punta di piedi nel settore l’anno scorso, proponendo distributori automatici di produzione italiana, configurabili in base ai prodotti che si vogliono inserire. Collabora con varie aziende del settore e presenterà a breve prodotti di alta qualità tra cui legal cannabis, polline pressato, integratori a base di CBD, CBD oil e confezioni di pasta fresca/ravioli a base di Canapa.

Sempre più persone in Italia si stanno avvicinando alla cultura della canapa, aprendo gli occhi sulle qualità di una pianta colpita da decenni di spietata guerra proibizionista. Il settore della canapa oggi offre lavoro a sempre più persone, e di questo non possiamo che essere contenti. Però siamo ostinati, e ancora oggi vogliamo rincorrere un’utopia: la canapa non può e non deve essere una merce come tutte le altre.

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