Il talento è l’immagine unica che ci definisce e con la quale siamo venuti al mondo: è la nostra carta d’identità esistenziale, la nostra tendenza naturale, il perno invisibile attorno al quale tutti noi ruotiamo e sul quale si fondano la nostra realizzazione e la nostra felicità.

Il talento non si trova sforzandosi di cercarlo ma solo lasciando che la vita accada nella sua naturalezza e, a giudicare dal risultato, Agostino Iacurci è riuscito a lasciare che il suo talento si mostrasse attraverso i suoi lavori, così semplici ed efficaci.

Iacurci è un giovane street artist, illustratore e muralista italiano, nato a Foggia nel 1986, il cui stile lineare ed estremamente comunicativo permette di riconoscere al colpo d’occhio un suo lavoro, anche ai meno avvezzi.

Colori tenui e pochi dettagli, caratterizzano i suoi buffi e simpatici personaggi dalle enormi dimensioni, basta guardare “Il Civitavecchio”, uno dei lavori più amati e celebri realizzato da Agostino a Civitavecchia (Roma) o come il magnifico “Pietro non torna indietro” sulla facciata laterale di una palazzina di Lugano (Svizzera).

            

In una recente intervista, parlando di se stesso ha affermato: «Ho una visione cinica della realtà, sono molto critico e a tratti pessimista, per cui fare arte si trasforma in un processo catartico, dove mettere in scena un dramma e al contempo sublimarlo, alleviandolo».

I protagonisti delle sue facciate sono spesso intenti in azioni tipiche della quotidianità, immersi in un immaginario onirico e a tratti volutamente infantile, che difficilmente può non essere apprezzato. Nonostante la giovane età i suoi lavori sono ammirabili in moltissime parti del globo: Roma, Parigi, Torino, Saragozza (Spagna), Besançon (Francia), passando per Mosca, Atlanta (Georgia) e Bayamón in Puerto Rico, fino alla facciata di un grattacielo di Taipei (Cina).

a cura di Enrico Pirana

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